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Piano ospedaliero, i sindacati attaccano: -279 posti letto

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Anche i sindacati attaccano il piano sanitario che riorganizzerà la rete ospedaliera in Campania.

Piano ospedaliero, i sindacati attaccano: -279 posti letto

Anche i sindacati attaccano il piano sanitario che riorganizzerà la rete ospedaliera in Campania.

“Il nuovo piano ospedaliero, quello redatto dal commissario Joseph Polimeni, rappresenta un ulteriore arretramento per tutto il sistema sanitario della provincia di Salerno. Ancora una volta a farne le spese sono i cittadini della nostra provincia ed i pensionati e le persone anziane in particolare. Con 279 posti letto in meno, presidi d’emergenza tagliati e punti nascite cancellati viene messo in discussione il diritto alla salute dei cittadini. Per questo rivolgiamo un forte appello al governatore Vincenzo De Luca perché blocchi l’attuazione di un progetto che avrebbe conseguenze catastrofiche per la provincia di Salerno.” Così Giovanni Dell’Isola, segretario generale della Fnp Cisl Salerno, commenta il documento che il commissario governativo ha presentato al ministero della Salute per la riorganizzazione della sanità in Campania. “Non è un piano ospedaliero, ma un bollettino di guerra o un mero bilancio dove vengono privilegiati i tagli”, ha spiegato. “Tra i casi più eclatanti, a nostro avviso, c’ è quello di Scafati. Cancellato dalla politica, aperto a parole mille volte e cancellato da un tecnico con un colpo di spugna. Nell’Agro nocerino intanto la triste realtà è un’altra: si continua a morire perché le strutture esistenti sono al collasso. Il Pronto soccorso di Nocera Inferiore non regge più i numeri che porta avanti da anni e Sarno non sempre è raggiungibile in tempi rapidi con il traffico che c’è sulle nostre strade.
Ma Dell’Isola pone l’accento anche sulle vicende di Cava de’ Tirreni, Agropoli e Ravello. “Su Cava de’ Tirreni si stanno commettendo gravi errori. Perché eliminare il punto nascite? Perché farlo e poi far decidere il resto al manager del “Ruggi d’Aragona”. Questo modo di gestire la sanità pubblica non è accettabile. La valle metelliana ha bisogno di un ospedale, ma vero e non solo sulla carta. Non parliamo poi di Agropoli. Quando arriverà l’estate e il Cilento sarà pieno di vacanzieri di chi sarà la responsabilità politica di eventuali casi di mala sanità? Non aprire il Pronto soccorso in quell’area vuol dire non garantire quel minimo di assistenza a migliaia di cittadini in caso di emergenza. Raggiungere Battipaglia, Vallo della Lucania o Sapri dalle zone interne, con una Cilentana in condizioni pietose, è qualcosa di assurdo”, ha spiegato. Infine, focus sulla Costiera amalfitana. “Anche su Ravello registriamo solo amarezza. Tagliare i ricoveri e il Pronto soccorso, per promuovere una semplice struttura polifunzionale per la salute è incomprensibile. Non serve un Psaut in quella zona, non si salveranno vite umane in quel modo”.

Infine, la chiosa sulla Piana del Sele e l’ospedale unico: “Non serve per creare divisioni tra le comunità di Oliveto Citra, Roccadaspide, Eboli e Battipaglia che confluiranno in un’unica struttura. Già tagliare la ginecologia a Oliveto Citra è un grave errore, perché non considerata più area interna come Sapri o Vallo della Lucania. Anziché tagliare in molte strutture occorre immettere nuovo personale per garantire un livello accettabile di assistenza. Sappiamo che il piano non è definitivo e che l’ultima parola spetta a Vincenzo De Luca. Per questo ci appelliamo alla sua sensibilità e autorevolezza perché impedisca che la provincia di Salerno venga ulteriormente penalizzata da scelte che non garantiscono più il diritto alla salute sancito dalla costituzione”.

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