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Stop alla Fondovalle Calore: “La nostra dignità non può essere mortificata”

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Continuano le polemiche sulla revoca dei finanziamenti alla Fondovalle Calore. Appello a Regione e Provincia” per la ripresa dei lavori.

Stop alla Fondovalle Calore: “La nostra dignità non può essere mortificata”

Continuano le polemiche sulla revoca dei finanziamenti alla Fondovalle Calore. Appello a Regione e Provincia” per la ripresa dei lavori.

AQUARA. La Fondovalle Calore sia rimessa al centro dell’agenda Regionale e Provinciale. Lo chiede il sindaco di Aquara, Pasquale Brenca, che si dice “sconcertato” dalla notizia della revoca dei fondi per il completamento dell’importante arteria stradale. Il primo cittadino affida ai social network il suo commento sulla vicenda, sottolineando che “Non ci si può esimere dall’esprimere tutta la preoccupazione per la vicenda che segna un ulteriore arresto per lo sviluppo del territorio”.

“Già lo scorso settembre – sottolinea Brenca – segnalai a tutte le istituzioni campane (anche ripercorrendo, seppur brevemente, la storia dell’arteria stradale de quo) la necessità di una ripresa dei lavori, non fosse altro per le somme già impiegate che, ove dovessero essere disinvestite, rappresenterebbero un vero e proprio spreco di risorse, come sempre a carico dei cittadini. Orbene ancora una volta si sollecita con ogni consentita urgenza di rimettere la questione “Fondovalle Calore Salernitano” al centro dell’agenda Regionale e Provinciale nella consapevolezza che simile opera costituisca l’ultimo baluardo per arrestare l’annoso fenomeno dello spopolamento e della desertificazione del territorio alburnino e della Valle del Calore”.

L’appello del sindaco di Aquara continua sottolineando che il territorio “non può più attendere e rinviare l’adozione di quelle scelte che potrebbero garantire ed assicurare la nostra esistenza e dignità e rispettare chi ha inteso di vivere e investire negli Alburni e Valle del Calore”. “È in gioco la nostra stessa esistenza e dignità – conclude Brenca – che non può continuare ad essere mortificata e calpestata”.

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