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Nuovi caprioli messi in libertà nel Parco del Cilento

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Undici caprioli messi in libertà nel Parco del Cilento. L’iniziativa rientra in un progetto della Regione Campania.

Nuovi caprioli messi in libertà nel Parco del Cilento

Undici caprioli messi in libertà nel Parco del Cilento. L’iniziativa rientra in un progetto della Regione Campania.

Si è concluso venerdì scorso il nuovo ciclo di liberazione del Capriolo Italico nel territorio del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il progetto è stato realizzato nella foresta demaniale regionale Cerreta Cognole (tra Teggiano e Padula), dalla regione Campania con l’assistenza tecnica dell’Istituto di Gestione della Fauna.

11, in totale, sono i nuovi Caprioli liberati dall’inizio dell’anno e costantemente monitorati.
“I nostri ricercatori – afferma il presidente dell’Istituto Gabriele de Filippo – utilizzano tecniche diverse per seguire gli animali presenti in foresta: i radiocollari, di cui sono dotati i caprioli, che trasmettono tramite onde radio le informazioni sulla loro presenza; le fototrappole, disposte in diverse zone della foresta, che si azionano automaticamente al passaggio degli animali, registrandone il comportamento; le termocamere, che consentono ai ricercatori di rilevare la presenza di animali di notte nella foresta lungo percorsi prestabiliti di rilevamento. Tutti gli animali liberati si sono perfettamente ambientati e, nonostante il progetto sia ancora agli inizi, si è avuta già la nascita di un primo capriolo, che ora scorrazza libero nella foresta con la madre”.

Il capriolo italico è un ceppo genetico di questa specie, tipico dell’Appennino Italiano, le cui popolazioni sono estinte in buona parte del suo areale originario, ad eccezione di piccoli nuclei sopravvissuti sul Gargano, sui Monti di Orsomarso in Calabria e nella tenuta Presidenziale di Castelporziano. Un nucleo più consistente è invece presente nelle Provincie di Grosseto e Siena, da dove provengono gli individui reintrodotti circa 10 anni fa nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che hanno ricostituito popolazioni stabili nell’area protetta costituendo attualmente l’unico nucleo selvatico presente in Campania.

Per estendere l’areale del Capriolo italico in Campania nei territori in cui era presente fino agli anni ’50, l’Assessorato all’Agricoltura e le Foreste della Regione Campania, tramite il Servizio Provinciale Territoriale di Salerno, ha realizzato un progetto di riproduzione allo stato semilibero utilizzando proprio gli spazi della Foresta Demaniale Cerreta Cognole, utilizzata in passato per la produzione di cinghiali, cervi e daini.

“La Foresta Cerreta Cognole – dice il Direttore dott. Adriano Di Biase – dispone di personale altamente specializzato per questo tipo di attività, che ha acquisito importanti esperienze di gestione faunistica in decenni di attività e che costituiscono un patrimonio di risorse umane di cui la Regione può a ben ragione vantarsi. L’utilizzo della Foresta per la riproduzione di Capriolo italico ha richiesto un significativo impegno per la riconversione delle strutture presenti e per realizzarne di nuove”.

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