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Intitolata ad Ignazio Milillo un’area verde di Palermo

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Intitolata ad Ignazio Milillo, il carabiniere che catturò Liggio, un’area verde di Palermo.

Intitolata ad Ignazio Milillo un’area verde di Palermo

Intitolata ad Ignazio Milillo, il carabiniere che catturò Liggio, un’area verde di Palermo.

E’ stata intitolata ier pomeriggio al generale dei Carabinieri Ignazio Milillo l’area verde di Piazza delle Stigmate di Palermo, a pochi metri dal Comando provinciale dell’Arma di Palermo. Il Comune di Palermo, che ha curato l’area verde antistante la Caserma ‘G. Carini’, ha collocato un ceppo commemorativo con targa. Presenti alla cerimonia il Generale di Brigata Riccardo Galletta, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il sindaco Leoluca Orlando e i familiari del generale Milillo, Fausto, Nives e Gianfranco. “Il generale Milillo è stato per noi un esempio, un leale e fedele servitore dello Stato – ha detto il generale Galletta nel suo intervento – Chiunque verrà in questo spazio verde chiederà chi era il generale Milillo, l’auspicio è che si tenga viva la memoria”. Presenti inoltre le Associazioni Nazionali Carabinieri della Provincia di Palermo, ma anche il Questore Guido Longo, il Comandante provinciale della Finanza Giancarlo Trotta ma anche il Comandante provinciale dei Carabinieri, Giuseppe De Riggi.

Il generale Ignazio Milillo, nato a Sambuca di Sicilia nel 1914, partecipò all’ultimo conflitto in Africa settentrionale e in Slovenia, ottenendo una promozione per meriti di guerra e una proposta di promozione per meriti eccezionali. Dal 1945 al 1951 fu inviato in Sicilia, dove prese parte alle operazioni del Comando forze repressione banditismo. In tale contesto, il 19 agosto 1949, a Bellolampo, al rientro da una vasta ed importante operazione di servizio e di rastrellamento, al comando dei propri uomini, rimase ferito, nell’attentato passato alla storia come la “Strage di Passo di Rigano”, uno degli episodi più sanguinosi dopo l’eccidio di Portella della Ginestra, dove un camion saltò su una mina anticarro provocando la morte di 7 carabinieri ed il ferimento di altri 10.

Nominato Colonnello, al Comando del Gruppo Esterno Carabinieri di Palermo, condusse, specie dopo la Strage di Ciaculli, una efficace lotta antimafia che portò nel 1964 alla cattura del boss Luciano Liggio, latitante da sedici anni. Promosso Generale di Brigata, dal 1967 al 1973 ricoprì l’incarico di Comandante della Legione Carabinieri di Chieti. Due dei suoi figli (entrambi ufficiali dei carabinieri)vivono attualmente ad Agropoli.

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