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Crisi idrica a Camerota, scoppia la polemica. Consac: “Comune dovrebbe ringrazziarci”

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Ancora polemiche per la crisi idrica che sta interessando il basso Cilento.

Crisi idrica a Camerota, scoppia la polemica. Consac: “Comune dovrebbe ringrazziarci”

CAMEROTA. Ancora polemiche per la crisi idrica che sta interessando il basso Cilento. Nei giorni scorsi l’assessore Ciro Troccoli, a seguito dei numerosi disagi avvertiti sul territorio, aveva ipotizzato la gestione in autonomia della rete idrica da parte del comune (leggi qui).

Puntuale è arrivata la risposta del Consac, di seguito pubblicata:

L’amministratore del Comune di Camerota dovrebbe ringraziare Consac per gli sforzi e le attività che pone in essere e per il servizio che riesce ad assicurare, non sempre con continuità, ma che rappresenta il massimo ottenibile dalla gestione di manufatti la cui obsolescenza e degrado è ben nota. Peraltro, il Comune di Camerota riceve da Consac un approvvigionamento ben superiore alle sue esigenze e se non fosse per le più che consistenti perdite della rete idrica comunale nessun problema di erogazione si registrerebbe nelle zone dell’abitato servite da tubazioni del tutto insufficienti. Non si ricordano, negli ultimi decenni, investimenti da parte del Comune di Camerota sulle proprie reti idriche, che Consac si trova a gestire con le enormi difficoltà legate proprio alla inadeguatezza strutturale degli impianti. La verità è che sono gli Utenti, ed anche Consac, a subire le conseguenze della carenza di investimenti sulle opere di proprietà regionale (adduttrici) e comunale (reti idriche interne). Le discontinuità dell’erogazione registrate negli ultimi giorni a danno di porzioni limitate dell’abitato di Camerota capoluogo e frazione Lentiscosa sono conseguenza dei recenti intensi fenomeni di scariche elettriche atmosferiche che hanno danneggiato gli impianti elettromeccanici di pompaggio, il cui utilizzo è reso tanto più necessario se si pensa alla ridotta disponibilità idrica proveniente dall’adduttrice Faraone, condotta di proprietà regionale che, come noto, versa in condizioni di grave obsolescenza e disperde lungo il suo percorso notevoli quantità di risorsa nonostante i costanti interventi manutentivi di Consac.
Consigliamo all’assessore la lettura del dossier “ Acquedotto Faraone: una condotta al collasso” pubblicato sul sito web www.consac.it così potrà prendere coscienza degli sforzi che Consac compie per dare dignità ad un servizio avendo a disposizione infrastrutture assolutamente inadeguate e di cui i soggetti proprietari dovrebbero prendere consapevolezza anziché mettersi nella comoda posizione di chi pretende di usufruire di un servizio efficiente senza spendere un euro in doverosi investimenti.
Rimandiamo al mittente il termine “carrozzone” così come l’affiancamento ad un non precisato consorzio dei rifiuti le cui vicende ci sono del tutto estranee.

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