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Le radici ebraiche della Pasqua Cristiana

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Le radici ebraiche della Pasqua Cristiana

Per comprendere cos’è la Pasqua cristiana è necessario dare uno sguardo alle nostre radici che affondano nell’esperienza di un popolo, quello Ebraico. Come si sa Cristo era un ebreo per cui tutto ciò che Lui ha vissuto lo ha vissuto da ebreo, risulta impossibile, quindi, argomentando sulla Pasqua, non ricondurre il discorso alla Pesach ebraica.
Un passo indietro Chiamata Pesach (Pasa’, in aramaico), la Pasqua ebraica celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè, e riunisce due riti, l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo. Pesach significa “passare oltre” e deriva dal racconto della Decima Piaga d’Egitto nella quale l’Angelo del Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo, così, solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. La Pesach indica, quindi, la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei che vivono entro i confini dell’antica Palestina celebrano la Pasqua in sette giorni, periodo nel quale devono astenersi dal consumare pane lievitato sostituendolo con pane azzimo, (pane consumato dal popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto). Ecco perché la Pasqua ebraica è detta anche “Festa degli azzimi”. La tradizione ebraica prescrive, inoltre, che i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate soltanto a questa ricorrenza.
Ebrei e Cristiani Con l’avvento del Cristianesimo, la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, ovvero di passaggio da morte a vita. La Pasqua cristiana, diviene, quindi, la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù divenendo un ideale proseguo alla Pesach dell’Esodo. E’ a questo rimando che si deve la denominazione di Pasqua di Risurrezione, strettamente connessa a quella ebraica della Pasqua di Liberazione. Quest’ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici Filone D’Alessandria che scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell’anima. Quindi anche per i Cristiani la Pasqua è un passaggio, un passaggio dalla morte causata dal peccato alla nuova vita da risorti insieme a Cristo. Una nuova simbologia, quindi, ad immagine del passaggio dalla schiavitù alla libertà del popolo ebraico. I primi attraverso le acque del mar Rosso, i secondi vedendo distrutti i peccati sul legno della Croce risorgendo insieme con Cristo ad una vita nuova. La nostra Pasqua è quindi strettamente connessa alla Pasqua Ebraica senza la quale non la si può comprendere fino in fondo.

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