Rutino, la stazione dei “ricordi”

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La stazione di Rutino è situata nel piccolo comune da cui prende il nome. È una storia tutta cilentana quella del piccolo scalo ferroviario rutinese, la quale per anni ha permesso alle genti locali collegamenti “più rapidi” verso i centri principali della zona e verso le realtà in cui si era costretti ad emigrare per sopperire alla cronica mancanza di lavoro che queste terre da tempo hanno sofferto.

Le ferrovie, in Italia, furono motivo di sviluppo: accorciare e facilitare le distanze fu un obiettivo decisamente innovativo e importante per la penisola in generale, ma anche e soprattutto per il meridione. Il tratto ferroviario su cui insiste la stazione di Rutino, è quello compreso fra i territori di Agropoli e Castelnuovo Cilento, inaugurato il 4 Maggio del 1887. Nella stessa tratta sorsero anche le stazioni di Torchiara (in disuso come Rutino) e Omignano/Salento, quest'ultima ancora in attività; Omignano, rispetto alle altre due, ha avuto risvolti più positivi, in quanto, posta nel fondovalle, era di facile accesso e di conseguenza poteva contare su un'affluenza di passeggeri decisamente più solida. L'asse ferroviario su cui è situata la stazione di Rutino, è la Tirrenica Meridionale, il collegamento ferroviario Nord-Sud più importante d'Italia. Una posizione, dunque, d'eccellenza, se si pensa soprattutto alle limitate possibilità viarie del passato.

La linea ferroviaria Tirrenica Meridionale corre in gran parte lungo la costa: scelte costruttive favorirono questa dislocazione anche per le impervie condizioni che caratterizzavano l'interno. In alcuni tratti, come il nostro caso, la linea ferroviaria lascia la costa e s'insedia verso l'immediato interno. È qui che le rotaie attraversano il “Cilento Storico” con due sole fermate: Rutino e Torchiara. Tra le colline che precedono il massiccio conico del Monte della Stella (un tempo Monte Cilento), sorse la stazione di Rutino, a qualche chilometro dall'abitato da cui prese il nome. La distanza che separava il paese capoluogo dalla localizzazione della fermata, è stato forse uno dei fattori che ne ha impedito un pieno sviluppo, limitandone l'attività.

Tuttavia, fino alla metà del '900 del secolo scorso, la popolazione cilentana poteva contare su numeri più consistenti ed era ancora in parte sparpagliata nelle campagne, e alla fermata di Rutino facevano riferimento anche gli abitanti di queste ultime e dei vicini paesi di Lustra, ad Ovest dello scalo e gli abitanti di Perito e Ostigliano, casali situati ad Est, oltre la collina su cui sorge il capoluogo e separati dalla stazione dallo scorrere del fiume Alento. Anche il tracciato della Strada Statale 18 che in questo tratto corre quasi parallelamente allo scalo, influenzò positivamente sull'affluenza verso la locale stazione, ma non bastò ad arginare i restanti problemi e l'apertura della variante alla stessa direttrice viaria lungo l'Alento inferì un nuovo e duro colpo sulla frequentazione dello scalo rutinese che però migliorò di molto e rese più agevoli i collegamenti stradali. Nonostante la posizione non propriamente felice, l'inaugurazione del secondo binario, avvenuta negli anni '60, apportò un nuovo vigore alla piccola stazione: a poca distanza dalla struttura sorsero nuove abitazioni incrementando il piccolo centro che si era formato in seguito all'apertura dello scalo, il “Rione Stazione” o “Rutino Scalo”.

Sono questi gli anni in cui la nuova frazione di Rutino raggiunse la sua massima espansione, con la presenza di una scuola, un emporio e la piccola chiesa dedicata a Sant'Anna. Di queste attività, ad oggi nel rione rimane solo la chiesetta, e nell'ultima domenica di Luglio, la popolazione locale festeggia ancora la sua Santa Patrona con Messa, Processione e serata musicale. Ebbe breve vita la prosperità di questo posto, tanto che appena un trentennio dopo, siamo agli inizi degli anni '90, viene decretata la chiusura ufficiale della Stazione di Rutino. Inoltre, nel 2010, insieme ad altre piccole fermate non più attive come Torchiara e San Mauro La Bruca, la Stazione di Rutino è stata declassata a “posto di movimento”.

Oggi è ancora possibile sentire il fischio del treno che riecheggia nella vallata tra le due gallerie che la separano rispettivamente a Nord da Torchiara e a Sud da Omignano, ma qui il treno non effettua più la sua fermata...

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