Il Cittadino: "Via i napoletani da Agropoli" e infuria la polemica


E' una vera e propria bomba ad orologeria quella innescata dal giornalista Sergio Vessicchio in relazione al turismo ad Agropoli. Nell'ultimo numero del mensile "Il Cittadino" da lui diretto, appare una vera e propria denuncia contro il turismo ad Agropoli definito di bassa qualità. In particolar modo, il Vessicchio si scaglia contro i -napoletani- "Diciamo no ai napoletani" afferma dalle colonne del Cittadino, "e questo è un invito al resto della nazione. Vogliamo gli altri, vogliamo un turismo di qualità, di gente per bene, di signori. Siamo stanchi di fronteggiare ogni anno queste persone che pensano di venire ad Agropoli e portare civiltà". Naturalmente non si è fatta attendere la replica del sindaco Antonio Domini.
"A seguito degli articoli pubblicati in data odierna su Il Cittadino (Anno X n. 121) e riferiti alla presenza dei turisti napoletani ad Agropoli, quale Sindaco, a nome di tutta l’Amministrazione e dei cittadini, desidero esprimere dissenso ed estraneità alle affermazioni fatte dal fondatore – direttore, Sergio Vessicchio. Tali affermazioni devono ritenersi la voce di uno e non il pensiero di tutti, pertanto esorto chi legge a non considerare il direttore Vessicchio quale nostro portavoce e allo stesso rivolgo l’invito a non descriverci quali coautori delle stesse. La mia opinione sui turisti napoletani, che ci onorano di scegliere Agropoli quale meta delle loro vacanze, è di tutt’altra natura. Credo non sia così semplice individuare nella sola provenienza geografica la qualità di un turista, che si distingue da un altro solo per il parametro della buona o della cattiva educazione che lo contraddistingue. Questo è l’aspetto cui gli agropolesi danno realmente attenzione, discriminando e condannando solo chi non s’impegna nel rispetto delle regole. A sostegno di ciò, da alcuni anni, l’Amministrazione che guido ha adottato dei provvedimenti tesi a regolamentare il settore degli affitti delle case delle vacanze cercando di eliminare gli spiacevoli e frequenti episodi dell’affitto di garage, sottoscala e locali fatiscenti quali alloggi estivi, ciò proprio perché questa Amministrazione crede e lavora per il rispetto delle regole e per la garanzia della legalità. Agropoli ha un’antica e rinomata tradizione turistica, è nota per l’ospitalità e la buona accoglienza della sua gente, che è sempre lieta di ricevere chiunque, per lavoro o per turismo, decida di vivere nella nostra ridente Città, sia che lo faccia per un giorno che per una vita. Gli agropolesi non condividono le affermazioni fatte da Sergio Vessicchio sulle pagine de Il Cittadino, il contributo che questa Amministrazione da in questo settore storico dell’economia agropolese è a favore di una disciplina e di un ordine che non può che migliorare ciò che spontaneamente è già efficace e valido. La cattiva educazione di pochi non può essere la causa di mortificazione di un’intera comunità. Napoli è una bellissima e storica Città, i napoletani, intendendo per questi non solo i cittadini, ma tutti i residenti dell’area vesuviana, sono eredi di un passato antichissimo e prestigioso, sono esportatori di una cultura, di tradizioni e di attività che ci fanno conoscere e sono rinomate in tutto il mondo, rendendoci fieri ed orgogliosi di essere italiani".

Riportiamo di seguito gli articoli oggetto di discussione tratti da "Il Cittadino di Agropoli"

Napoli Capitale del Male
Adesso tutti prenderanno le distanze, molti faranno gli ipocriti, in tanti mi accuseranno. on temiamo niente. Sin da quando eravamo bambini abbiamo sentito accuse rilevanti contro i napoletani dai nostri nonni, dai nostri zii, insomma da quelli più grandi di noi. Siamo cresciuti con l’idea che i napoletani fossero pericolosi. Avevano ragione. Ebbene è arrivato il momento di prendere una decisione, forte, importante, costruttiva, salva-vita per Agropoli. Diciamo no ai napoletani e questo è un invito al resto della nazione. Vogliamo gli altri, vogliamo un turismo di qualità, di gente per bene, di signori. Siamo stanchi di fronteggiare ogni anno queste persone che pensano di venire ad Agropoli e portare civiltà. «Noi vi portiamo i soldi» dicono con arroganza, e noi diciamo tenetevi i vostri soldi molti dei quali sono soldi sporchi perché Napoli è la capitale del male, ma restate lontani dalla nostra splendida cittadina. Auspichiamo un turismo diverso e in grado di riportare Agropoli in alto. Abbiamo un cittadina splendida che ha la colpa di stare a soli 100 km dalla capitale dl male (Napoli), un’ora e mezzo di auto e un’ora e venti di treno con scalo a poche centinaia di metri dal mare. Si, oggi questa è una colpa. Purtroppo. Perché la capitale del male frusta.
le attese e le aspettative di Agropoli. L’estate è la bella stagione, ricca di colori, di amore, di felicità. Invece qui diventa una Baghdad. Nonostante la moltiplicazione delle forze dell’ordine, l’intensifi carsi del loro lavoro e l’impegno dei carabinieri, dei fi nanzieri, della capitaneria di porto, della polizia, dei vigili urbani, è diffi cile tenere a bada i vandali che provengono da Napoli. Infatti a luglio e agosto, ogni anno, ci sono valanghe di denunce di furti, di aggressioni, di inadempienze, di danni contro il patrimonio. Non che non ce ne fossero in altri mesi dell’anno ma l’estate vede pericolosamente aumentare questo drammatico trend. La gente è stanca, non ne può proprio più. A parte i boia di Agropoli (gli agropolesi, e presunti tali, che affi ttano i bassi ai napoletani) e qualche commerciante, i cittadini di Agropoli non vogliono i napoletani, sono stanchi, anzi siamo stanchi, di subire, basta. Con la presenza dei vesuviani Agropoli viene insultata e vituperata dal resto d’Italia. Abbiamo sentito tanta gente che non viene ad Agropoli per non “immischiarsi” con i napoletani. Siamo l’immondezzaio d’Italia per colpa dei napoletani. Si comportano male, sono arroganti, rubano sotto gli occhi, invadono le piazze, le spiagge, le strade, si portano anche la carta igienica da Napoli, arrivano con furgoni, auto “scassate”, sporcano, gridano, litigano, minacciano chiunque e via dicendo… E poi creano ad Agropoli lo stesso ambiente di Forcella, dei vicoli napoletani, delle periferie della capitale del male. Ci sono anche napoletani che subiscono tutto questo e sono i primi censori dei loro concittadini. Conosciamo tanti napoletani onesti che dicono di non venire ad Agropoli perché trovano i peggiori di Napoli. Anche se noi non facciamo le diff erenze. I napoletani sono napoletani e basta, non esistono i bravi e i cattivi, sono i napoletani. Basta attraversare il Lungomare San Marco e ci si trova davanti ad una vera e propria little Napoli, sono accampati in garage, li vedi sui balconi riposare sui materassini da spiaggia, e poi quell’accento volgare e irritante, antipatico e stretto che ci fa arrabbiare più che ogni altra cosa. “ Totore… Ciruzz...” gridano, senza pudore stona tra le vie incantevoli di Agropoli, ma questo è solo il costume. La stessa cosa succede cosa nei pressi della Marina al porto. La loro pericolosità sta nelle azioni notturne e diurne, sono topi di appartamento, scassinatori di auto, borseggiano e poi se puntano un Rolex a qualche turista di certo in pochi minuti hanno l’abilità di rubarglielo. Li vedi nei pressi dei Bancomat guardare, studiare, se possono mettere a segno il loro “colpetto”. Fanno la vacanza “lavoro” tanto per intenderci. Non li vogliamo più. Il Sindaco di Agropoli da qualche anno li combatte intervenendo su coloro che fi ttano i bassi e gli appartamenti- ghetto e probabilmente con l’ipocrisia che lo contraddistingue prenderà le distanze da questo editoriale anche perché è diventato amico di Bassolino al quale vuole dare il porto. Un quadro desolante, pericoloso, favorito anche dalla mancanza di strutture, da impavidi proprietari di piccoli casolari che li affi ttano a gentaglie senza scrupoli. La colpa non può essere data solo ai napoletani ma a chi crea le condizioni e cioè a tutti quegli agropolesi che li ospitano. Anche perché, e questo è il paradosso, i prezzi sono molto alti e questo favorisce l’arrivo di più famiglie in una sola casa e la divisione della spesa e così capita che in ogni casa vi siano più famiglie che si dividono anche due stanze. Una vergogna. Una barbarie. L’invasione degli unni (napoletani) penalizza questa splendida cittadina, ne contrae le attese, ne ostruisce la strada per la crescita. Questa ad Agropoli è opinione diff usa. Tutto quello che si dirà è noia. Agropoli è contro i napoletani questo è un dato, questa è realtà. I napoletani lo sappiano, ad Agropoli non sono graditi.

Noi non siamo napoletani
Siamo a 100 km da Napoli, a una ottantina dai paesi vesuviani, ma non siamo napoletani. Teniamo a sottolinearlo. Prendiamo le distanze e ci offendiamo se ci chiamano napoletani. E’ un’off esa grande, schifosa, indegna per ogni cittadino di Agropoli. Napoletano non sta solo come abitante di Napoli. Vuol dire ben altro.
Lo si dice off endendo le persone. Noi non siamo di Napoli, non vogliamo minimamente essere affi ancati nè a Napoli, la capitale del male, nè ai cittadini di Napoli. Noi non siamo come loro. Per carità, probabilmente, sono loro i buoni e noi i cattivi, ma non siamo come loro. Non ci piacciono i loro comportamenti, il loro modo di vivere, il loro modo di avere rapporti con la società civile. Noi non siamo napoletani. Respingiamo ogni cosa che è Napoli. Cattiveria, arroganza, frustrazione,vittimismo, sentirsi inferiori, irridere le persone, ipocrisia, il modo con il quale guidano le auto e molti agropolesi hanno subito il loro virus, e chi più ne ha più ne metta. Il loro modo di vivere è insopportabile, il loro accento volgare è irriverente, inascoltabile, si va in depressione. Diciamo la verità: di Napoli e dei napoletani abbiamo paura, diffi diamo, scappiamo. Se stiamo a contatto con loro ci tocchiamo sempre vicino alle tasche per vedere se c’è ancora il portafogli, insomma noi li giudichiamo male, molto male. Molte volte però facciamo a buon viso cattivo gioco perchè abbiamo capito che se ci facciamo vedere deboli nei loro confronti essi ci schiacciano. Quattro anni di giornalismo a Napoli mi hanno roso, inviperito, invelenito. Ne ho viste di cotte e di crude. Ma come fanno a viverci in quella città? A parte il caos che c’è, è una vivibilità strana, fatta di soprusi e sottomissioni, di arroganza e mitezza. Ma poi è brutta e dicono che è bella, è sporca, vecchia, non c’è nulla di moderno che si potesse contrapporre all’antico. Ma non vogliamo entrare nel merito della struttura, ma nel modo di vivere e di agire. Non crediamo nel napoletano buono o cattivo. E’ il napoletano. Quello che sembra una persona cosiddetta “Signore” ti accorgi che nei comportamenti è peggio di chi può sembrare il peggio. Scusateci per la ripetizione. E’ questo il punto. I napoletani non li vogliamo, abbiamo paura di loro, non ci sentiamo come loro e per questo ne prendiamo le distanze.

1955, non si fitta ai napoletani
Gia. Nel 1955 gli agropolesi avevano appeso i cartelli con su scritto: “Non si fi tta ai napoletani”. Lo riferisce il generale Oscar Pedrazzini, già vice sindaco di Agropoli. Pedrazzini non si sbilancia, non fa nessun commento ma riporta l’episodio. E non è un caso se proprio l’amministrazione guidata da Mautone, Forza Italia-AN in carica dal 1995 al 1997, nella quale Pedrazzini era vice sindaco, l’assessore al turismo dell’epoca Saverio Prota, fece il primo decreto anti- napoletani che poi era un provvedimento per non affi ttare i bassi e le case non adeguate.
Propose un regolamento per regolamentare i fi tti delle case. Il provvedimento è stato adottato anche da Antonio Domini, attuale sindaco, che lo ha fatto mettere in atto già quando era sindaco facente funzioni e successivamente anche dopo che è stato nominato sindaco. Domini assicura: «Faremo rispettare con le forze dell’ordine le nostre delibere in proposito». Sono annunciati altri blitz nei prossimi giorni, riferisce il sindaco, per verifi care gli appartamenti fi ttati abusivamente. E’ un escamotage per combattere i napoletani. Negli ultimi tempi ad Agropoli sono nati tantissimi Bad&Breakfast, ci sono belle pensioncine, quei pochi alberghi che insistono sul territorio sono pieni e in queste strutture non vi sono napoletani perciò bisogna andare in queste direzioni. I locali sono pieni di gente che viene da tutto il salernitano e l’economia può ripartire da queste premesse. Strutture con turisti che vengono da tutta Italia e locali notturni frequentati da chi vede Agropoli come punto di riferimento per i tantissimi giovani della nostra provincia. Vi sono poi tantissimi napoletani che hanno le case comprate e che costituiscono il male minore della napoletanità perché vengono nei fi - ne settimana e non fanno danni perché vi hanno comunque una dimora. Puntare ancora sui napoletani sarebbe un autogol clamoroso. Questo senza prendere in riferimento il porto che rimane un punto cruciale per gli investimenti. Infatti va scongiurato il pericolo Bassolino per la nostra struttura turistica più importante. Il sindaco Domini deve abbandonare l’idea di dare nelle mani della boia della Campania, Bassolino, il nostro porto, non a caso sul porto di Agropoli si fa la festa regionale dell’Unità, è un fatto strategico. Bassolino il vero distruttore della nostra regione vuole il porto di Agropoli e intende far entrare i napoletani anche da mare. Sarebbe un pericolo per la tenuta di Agropoli. Dopo il danno che Bassolino ci ha fatto con l’ospedale, aperto solo per sistemare qualche primario che gli era rimasto sullo stomaco, ha dato ad Agropoli un nosocomio che non serve a niente ma solo per fare becera clientela. Il porto deve rimanere la struttura in grado di trasformare il nostro turismo. Il ripascimento delle spiagge, la barriera frangi fl utti, la costruzione degli alberghi sono la strada da imboccare per salvare Agropoli e gli agropolesi, per respingere il mal costume napoletano ormai diff uso. Gli appartamenti vuoti vengano fi ttati per tutto l’anno. Infatti i proprietari non li fi ttano per darli poi a napoletani per 2 mesi. Una gogna per Agropoli, questo atteggiamento. Via i napoletani, dunque. Per la verità negli ultimi anni si è molto ridimensionato questo fenomeno, l’ingresso dell’Euro ha scoraggiato molti ma ha favorito la venuta di coloro che non può permettersi di andare in posti turistici di serie A e si è riversato da noi con le conseguenze del caso. Il ragionamento è ampio, meriterebbe un’analisi più approfondita e non sommaria come la nostra giustifi cata però dalla voglia di vedere ad Agropoli gente per bene. Agropoli è la cittadina più bella del meridione d’Italia, forse di più. Mancano le strutture ricettive, la politica non riesce ad uscire dalle sabbie mobili del pressappochismo, i napoletani la sfregiano ostruendo l’arrivo dei turisti raffi nati e con la T maiuscola. Ho sempre sostenuto che i turisti sono tali in tutte le sue forme. Oggi no. Mi accorgo che sbagliavo ecco perché comincio a dare ragione a tutti quei agropolesi che mi hanno sempre parlato male dei napoletani e a chi nel 1955 scriveva vicino alle case: “Non si fi tta ai napoletani”.

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