Appuntamenti

Arte: L’esasperatismo nel Contenitore della Storia


Dal 29 aprile al 13 settembre 2009 appassionati e artisti potranno godere di un evento davvero straordinario ovvero la Rassegna d’Arte internazionale L’esasperatismo nel Contenitore della Storia che presenterà 73 opere esasperatiste in mostra presso il Museo Gracco di Pompei in via Diomede, 8 all’interno della splendida zona archeologica.
Nell’immaginario collettivo di chi non conosce il movimento culturale denominato “Esasperatismo”, il “Bidone” potrà rimandare al contenitore di rifiuti che siamo soliti vedere collocato agli angoli di molte strade cittadine. Niente di più lontano dal “bidone” in questione, di forma cilindrica, che, ritrovato in anni recenti in Via Salvator Rosa a Napoli, era utilizzato per evitare la sosta delle auto davanti ai negozi. Urtato dalle macchine, spostato continuamente, risultava ammaccato, sporco e malconcio. Adolfo Giuliani, fondatore del movimento, l’ha “restaurato”, ovvero riverniciato, abbellito, ma non ha potuto eliminare dl tutto i “segni” del danno che gli era stato arrecato. Proprio così la vita umana, la natura, l’ambiente in cui viviamo, troppo spesso deturpati. La speranza è quella di salvare e recuperare il più possibile quanto di buono è rimasto, abbellirlo, valorizzarlo. Ma, proprio come il “bidone” è impossibile cancellare del tutto i segni del degrado, i danni permanenti che sono stati arrecati alla vita umana, alla natura e all’ambiente. Il Direttore del Museo Plinio Caio Gracco ha specificato, nella sua presentazione critica alla mostra, che: “Il Museo Gracco di Arte Contemporanea e Fotografia di Pompei è lieto di ospitare una mostra fondata su presupposti di tale spessore culturale e antropologico. A tal fine diventa per l’occasione “contenitore”, a sua volta, di tutti questi stimoli e, più precisamente, un’estensione del “bidone” e “cassa di risonanza” del movimento. Del resto, la scelta del luogo dell’esposizione non è casuale. L’antica Pompei, che un tempo era il cuore di un ambiente di vita ridente detto “Campania felix” e, che a sua volta è stata distrutta dal Vesuvio e più di recente, insieme a buona parte dell’ambiente circostante dall’indifferenza umana, è il “locus” ideale per questo tipo di denuncia”.
Partecipano gli artisti: Lino Alviani, Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Piero Ardenghi, Giovanni Ariano, Linda Barbieri Vita, Mario Barrotta, Lucia Basile, Giancarlo Bellavista, Adriana Caccioppoli, Arturo Camerino, Nunzio Capece, Salvatore Cibeli, Antonio De Chiara, Giuseppe Di Franco, Maria Rosaria Di Marco, Maria Teresa Di Nardo, Carlo Durani, Roberto Elia, Rafael Espada, Carmen Fabbri, Francesco Ferrisi, Enrico Fiore, Mario Fortunato, Stefania Frigenti, Libero Galdo, Stelvio Gambardella, Nicola Gambedotti, Antonio Giannino, Tiberio Gracco, Enrico Grasso, Rocco Grippa, Nicola Guarino, Lucia Iovino, Franco Iuliano, Giuseppe Lafavia, Antonio Lazari, Isabelle Lemaitre, Rita Lepore, Helena Manzan, Michele Marciello, Setyo Mardiyantoro, Mauro Marrucci, Giordano Martone, Rosario Mazzella, Carmine Meraviglia, Vincenzo Montella, Roberta Musi, Paolo Napolitano, Nicola Pasquali, Silia Pellegrino, Isabel Portillo Bonacho, Susi Provenzale, Antonio Pugliese, Paola Rago, Sandra Ravallese, Maria Antonietta Robucci, Pablo Rodriguez Guy, Luciano Romualdo, Ignazio Sabiucciu, Alfredo Sansone, Franco Santamaria, Domenico Severino, Imma Sicurezza, Marcello Specchio, Martina Squillace, Franco Tarantino, Tavani, Aristotelis-Triantis, Florinda Laura Uttaro, Mastrodonato Violetta, Anna Scopetta, Jesus Emilio Vizuete.
Per comprendere appieno il messaggio del Movimento si offre uno stralcio significativo del suo manifesto culturale approntato dal suo fondatore Prof. Adolfo Giuliani:
“Manifesto del movimento d’arte e cultura “Esasperatismo Logos e Bidone”
1.Genesi
Nasce dalla constatazione del grado di esasperazione raggiunto:
- dal vivere quotidiano
- dalla natura violentata
- dalla scienza incontrollata
- dall’arte non più fruibile
1.1 Vivere quotidiano
In nome della soddisfazione dei propri bisogni e del miglioramento della qualità della propria vita, l’uomo si è immesso in un ritmo frenetico, in una spirale indefinita di attese e realizzazioni. Ha chiamato tale fluire “progresso”, “andare avanti” e ne ha perso ineluttabilmente la possibilità di controllo e dell’arresto. Lo stress e la depressione sono i risvolti patologici dell’esasperazione del vivere.
1.2 La natura violentata
Le soluzioni trovate dall’uomo per l’evoluzione della sua specie sono state tutte a danno della “natura naturata”, di volta in volta sfregiata, violata, mortificata. La conseguenza più evidente è il buco nell’ozono, causa di molteplici fenomeni infausti dalle previsioni catastrofiche.
1.3 la scienza incontrollata
La ricerca incondizionata del razionalmente “possibile” conduce alla realizzazione dell’eticamente “impossibile”, come la vita in provetta, la clonazione, gli OGM.
2.4 L’arte non più fruibile
In arte si sono raggiunte forme di espressione non più comprensibili, sempre più dispersive e confuse.
3 Il simbolo di questo movimento sarà il bidone, non più inteso come contenitore di materiali o come tradizionale metafora dell’imbroglio, ma come la vita stessa. E’ il bidone che tutti ricevono alla nascita secondo modi e forme diverse, estetiche e sociali, economiche, culturali. E’ il contenitore sofferto, ammaccato, consumato, pieno di esperienze, di tradimenti, di delusioni, di dolori”.


Durante il periodo della rassegna L’esasperatismo nel Contenitore della Storia
saranno organizzate serate di poesia e di musica che coinvolgeranno i partecipanti nella fruizione completa del concetto di arte.

Antonella Nigro

Top
Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
Condividi su Whatsapp
Condividi su Linkedin