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Alla scoperta della costa sud del Cilento

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Quattordicesima tappa: Ispani

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Quattordicesima tappa: Ispani

Il Comune di Ispani sorge nella cuore della Lucania storica, a strapiombo sul golfo di Policastro.

 

Le origini del toponimo sono da ricondurre al periodo della dominazione catalana nel meridione d’Italia. Il piccolo centro storico appare raccolto in modo compatto intorno alla piazzetta del paese. A monte dell’abitato sorge l’antico borgo di San Cristoforo, costruito nel V secolo. È situato su una collina a 320 metri sul livello del mare, poco distante dalle bellissime spiagge del Golfo di Policastro. E’ di antiche origini che risalgono a quando gli abitanti della fascia costiera si rifugiarono durante le incursioni dei pirati provenienti dal mare. Ad oggi conta pochissimi residenti ma ancora vive sono le tradizioni legate alle ricorrenze religiose dei suoi due patroni San Cristoforo e San Donato e a quelle culinarie a base di prodotti tipici. La “cuccìa” è una pietanza caratteristica a base di mais, ceci, fagioli e grano a cui da decenni è dedicata anche una caratteristica sagra.

Su una collina, nei pressi di Capitello, detta oggi “Castellaro”, Ruggiero I insieme al nipote Ruggiero d’Apulia, costruì infatti un castello a partire dall’anno 1055.  Su un’altra collina ancora oggi si erge una torre di avvistamento, eretta per prevenire gli assalti dei pirati Saraceni.

 

La frazione marina di Ispani è Capitello, affacciato sul Golfo di Policastro ai confini del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

 

Il piccolo abitato, sorto come piccolo borgo di pescatori, nei corso dei secoli è cresciuto poco alla volta grazie alla vicinanza del Castellaro, che rientrava nel circuito difensivo della Policastro normanna del XII. Di considerevole interesse dal punto di vista architettonico e storico, è l’arco d’accesso ai giardini dell’ex palazzo Carafa, sormontato da una lapide di marmo che avvertiva i malintenzionati della risolutezza dei feudatari dell’epoca.

 

I Conti Carafa della Spina si rifugiarono a Capitello per scampare alla malaria che aveva infestato le terre della vicina Policastro e qui fecero costruire un importante palazzo che oggi ospita un convento ed è di proprietà delle Suore Elisabettine Bigie.

 

 

La chiesa parrocchiale, recentemente restaurata, ha il titolo di S. Ferdinando Re, in omaggio a re Ferdinando che contribuì alla sua costituzione. Patrono, però, è S. Antonio di Padova a cui è dedicata una chiesa e la  tradizionale benedizione dei pani.

Turisi e visitatori potranno degustarenumerosi prodotti tipici della zona cilentana, tra cui il vino, il fico bianco del Cilento, l’olio di oliva extra vergine “Cilento”. Il Comune di Ispani, inoltre, offre anche numerose occasioni di divertimento e insieme di interesse: è possibile visitare i diversi edifici religiosi risalenti a diverse epoche e partecipare ad eventi come la Rassegna Cinema per ragazzi a luglio e il Bussento Show, manifestazione di danza artistica e sportiva in agosto. 

Buon divertimento!

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