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Cilento, 7 processi in 8 anni, ex sindaco ora attacca: persecuzione giudiziaria contro di me

Cilento, 7 processi in 8 anni, ex sindaco ora attacca: persecuzione giudiziaria contro di me

Strade del comune tappezzate di manifesti; ex sindaco attacca: persecuzione giudiziaria contro di me

Strade del comune tappezzate di manifesti

PISCIOTTA. “Macelleria giudiziaria a danno di Cesare Festa già sindaco di Pisciotta”. Questo il titolo di un manifesto firmato proprio dall’ex sindaco del centro cilentano.

Festa, infatti, è stato al centro di sette procedimenti giudiziari per presunti reati penali connessi alla sua carica. Dopo otto anni ne è uscito pulito (assoluzione in formula piena lo scorso luglio) ma ha comunque dovuto scontare un calvario giudiziario che sembrava infinito ed undici giorni di arresti domiciliari.

Ora l’ex primo cittadino di Pisciotta, già consigliere comunale di Salerno, passa al contrattacco e con dei manifesti racconta la sua verità, lancia accuse, proprio mentre nel comune il clima è già teso per la campagna elettorale in corso. Festa, però, smentisce categoricamente la volontà di ripresentarsi a sindaco. Piuttosto vuole denunciare che quanto ha passato è “un’odiosa persecuzione giudiziaria ordina contro di me, un vero e proprio complotto”. “Ma io non mi arrendo – scrive – e anzi mi accingo a combattere una durissima battaglia contro qualche spregevole figuro indegno di appartenere alla Benemerita e taluni pseudo magistrati politicizzati ed in malafede che a indossare la toga da magistrati disonorano e sporcano con i loro comportamenti pubblici e privati”.

Il riferimento appare chiaro: il magistrato Alfredo Greco. Fu lui a seguire l’indagine che poi fece scattare gli arresti domiciliari per il sindaco Cesare Festa, il consigliere di maggioranza Pietro Veneroso ed il commercialista Vittorio Marsicano poiché secondo l’accusa, i tre “abusando delle rispettive qualità e dei connessi poteri, con più azioni ed omissioni, favorivano la lottizzazione abusiva mirata alla realizzazione di quaranta villini in località Lacco”. Il processo si è concluso con l’assoluzione, ma a Festa non basta.

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