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Un’ipotesi di fusione dei Comuni nel Cilento

Un’ipotesi di fusione dei Comuni nel Cilento

Fusione di comuni, ecco una proposta per il Cilento

Un’ipotesi di fusione dei Comuni nel Cilento

Ecco la proposta

Da tempo la Fusione dei Comuni (D. Lgs. n. 267 del 2000 TUEL, Art. 15) rappresenta un modo per affrontare la crisi persistente e garantire un futuro migliore ai cittadini. È ormai noto che si tratta di una opportunità concreta, peraltro finanziata, che è colta solo dai Comuni del centro-nord d’Italia. Allora, senza voler dettare ricette, voglio abbozzare un ipotesi che possa essere d’esempio e base di discussione per i cittadini cilentani.
Ho considerato tre comuni limitrofi: Sapri, Torraca e Tortorella. Perché questi Comuni? È una scelta arbitraria, in effetti potevano essere altri, ma questi, oltre a essere limitrofi, hanno, a mio avviso, caratteristiche complementari e non concorrenti (es.: mare/collina).
Prendiamo in considerazione i dati della tabella seguente ( Figura 1).
fusione

Le differenze di superficie e densità abitativa già suggeriscono la necessità di un riequilibrio territoriale che potrebbe avvantaggiare tutti. Torraca e Tortorella potrebbero sfruttare (con prudenza e lungimiranza) la loro estensione territoriale e trasformare la scarsa densità abitativa in una opportunità, Sapri potrebbe sopperire alla scarsa disponibilità di superfice utilizzabile. Tutto ciò potrebbe avere più ricadute positive: per esempio sulla varietà dell’offerta turistica.
Molti sono i fattori che dovrebbero far unire le forze ma la spinta maggiore dovrebbe venire dai preoccupanti dati demografici; essi indicano un grave invecchiamento della popolazione e uno spopolamento che minaccia addirittura l’esistenza di alcune comunità.
L’indice di vecchiaia italiano dice che, nel 2016, ci sono 161,4 anziani ogni 100 giovani. È un valore già preoccupante che, tuttavia, è negativamente superato dai Comuni considerati; a Tortorella è addirittura raddoppiato.
Quindi la popolazione invecchia e, contemporaneamente, diminuisce: come ci indica anche l’andamento del saldo naturale (nascite – decessi) negativo.
Sapri e Tortorella registrano un saldo negativo dall’anno 2002 con l’unica eccezione del 2005. Torraca alterna anni positivi e negativi; gli ultimi saldi disponibili (2014 e 2015) sono negativi.
Questa breve sintesi, ovviamente, non ha nessuna pretesa di esaustività e, tantomeno, vuole precostituire soluzioni ma vuole essere di stimolo affinché le popolazioni locali prendano in mano il loro destino. In primo luogo i Sindaci, in questo caso: Del Medico, Bianco e Tancredi. Non si tratta di stilare delibere o di organizzare eventi; occorre avviare un percorso di informazione e sensibilizzazione.
L’invecchiamento, la bassa natalità e l’emigrazione stanno causando un’emorragia di capitale umano che ci spinge sempre più in basso, da ogni punto di vista.
La Fusione dei Comuni è un modo strutturale (duraturo) e concreto per arrestare il declino e per costituire le basi di un rilancio. Certo che è difficile! Le iniziative serie e concrete, che si propongono un impatto positivo e duraturo, non possono essere semplici. Se si vuole la semplicità si possono fare ogni anno convegni sull’enogastronomia, sul turismo, … . Ma risolvono!?. L’esperienza, ma addirittura la storia locale, dice di no.

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