Le sue aule di udienza portano i nomi di avvocati, magistrati, docenti universitari che hanno testimoniato con la vita - e, in alcuni casi, anche la morte - la propria fedeltà alle istituzioni, alla legalità e alla ricerca della verità. Ieri pomeriggio il palazzo di giustizia di Vallo della Lucania ha opsitato alcuni personaggi-simbolo della lotta alla mafia.Sono Rita Borsellino, consigliere regionale in Sicilia e sorella del noto magistrato, il sostituto procuratore della Repubblica di Palermo Antonio Ingroia, noto per le sue inchieste contro la criminalità mafiosa, don Tonino Palmese dell'associazione Libera, che aiuta le cooperative di giovani a riutilizzare per fini sociali i beni confiscati ai mafiosi. E ancora Silvana Fucito, imprenditrice antiracket e presidente dell'associazione per la legalità di S. Giovanni a Teduccio, Paolo Siani, fratello del giornalista del "Mattino" Giancarlo che fu vittima della camorra, Lucia Torre, vedova del sindaco di Pagani ucciso dai clan proprio l11 dicembre di 26 anni fa, e Michele Costa, figlio del procuratore della repubblica di Palermo ucciso dalla mafia. L'occasione è offerta dalla manifestazione "Nessun uomo è un isola" tenutasi lo scorso pomeriggio alle ore 16 circa per celebrare una giornata di memoria e di impegno contro la mafia. Dopo i saluti del sindaco di Vallo, Luigi Cobellis, il presidente del tribunale Claudio Tringali ha introdotto ai lavori che hanno visto intervenire illustri ospiti. Hanno partecipato all'evento anche il prefetto di Salerno, Claudio Meoli, il procuratore della Repubblica di Vallo Alfredo Greco, il rettore dell'Università di Salerno Raimondo Pasquino, il presidente del locale consiglio dell'ordine degli avvocati Alfonso D'Amato. Cordinatore dei lavori il giornalista Mariano Ragusa, capo della redazione salernitana del Mattino. L'evento, aperto a tutti i cittadini, ma rivolto in modo particolare agli studenti delle scuole superiori di Vallo, allo scopo di coltivare una coscienza civile nelle future generazioni. Dalla testimonianza diretta dei relatori, ma anche dal ricordo degli uomini illustri a cui sono state intitolate le aule di udienza, arriva l'invito pressante a non dimenticare chi ha pagato con la vita il proprio impegno per le istituzioni e a coltivare, fin dai piccoli gesti di ogni giorno, un impegno concreto per la legalità.



