Attualita'

Vacanze più care in Costiera e nel Cilento


Prezzi in aumento in Costiera e nel Cilento soprattutto per quanto riguarda gli alloggi. Secondo i dati forniti dalla Federconsumatori i maggiori rincari si hanno proprio in questo settore. Un fitto settimanale a Vietri sul Mare, ad esempio, costa intorno ai 500 euro mentre a Positano, per la stessa tipologia di alloggio, si sfiorano cifre tre volte superiori: finanche 1500 o 2000 euro a settimana.
E, per l’economica di una famiglia media, questa è forse la tipologia di alloggio preferita: si paga solo ciò che si consuma, a discapito dei servizi. Già, perchè secondo le stime dell’associazione, è proprio sui servizi che aumentano i prezzi. Basti pensare, soltanto per fare un esempio, che il parcheggio dell’auto vicino alle spiagge arriva a costare finanza venti euro a giornata. Sulla stessa cifra, invece, un fitto settimanale ad Amalfi e Maiori: dai 700 ai 1500 euro.
Se poi si punta a un fitto mensile, le variazioni tra luglio ed agosto sono notevoli. Qualche esempio. Vietri: luglio, dai 700 ai 1000 euro; agosto, dai 1300 ai 1900 euro. Maiori: luglio, dai 2000 ai 3000 euro; agosto, dai 3000 ai 5000. Amalfi: luglio, dai 2000 ai 2500; agosto, dai 3000 ai 5000. Positano: luglio, 2500 ai 3500; agosto, 3500 ai 4000 euro. Nel Cilento i prezzi dei fitti settimanali non sono meno bassi. A Capaccio si aggirano intorno ai 300-500 euro ed è la cifra più bassa. Si sale, invece, man mano che si scende a sud: Agropoli, 450-600 euro; Castellabate, 500-650 euro; Acciaroli, 500-650 euro. Per i fitti mensili: Capaccio, luglio 1500-2500, agosto 3000-3500; Agropoli, luglio 1300-200, agosto 2000-2500; Castellabate e Acciaroli le più care: luglio si varia dai 2000 ai 2200 euro, agosto dai 2500 ai 2600. Per quanto riguarda il Cilento, comunque, i problemi principali per la carenza di servizi. Secondo gli ispettori della Federconsumatori, l’assegnazione delle bandiere blu è diventata un business. E così, soprattutto nel Cilento, capita che Comuni satelliti alle località insignite dalle bandiere blu alzino i prezzi dei fitti e dei soggiorni in albergo, senza però garantire alcun tipo di servizio. Tutta l’area cilentana, dunque, sarebbe ora divenuta una Costiera del sud per quanto riguarda i rincari. Nessun dato ufficiale, invece, è stato fornito per quanto riguarda gli stabilimenti balneari: anche perchè, in molti casi, esistono ancora spiagge libere e servizi che si approntano al momento. Due dati, comunque, continuano ad emergere. E sono gli stessi dello scorso anno. Il turismo in queste zone è espressamente turismo italiano: poiché, pochissimi gli stranieri che al massimo arrivano nella provincia salernitana per una giornata di visita guidata inserita in un pacchetto vacanze. Se quindi in Costiera vige il «mordi e fuggi», il Cilento è meta di famiglie. Molte delle quali sono proprietarie di abitazioni. I costi, in entrambi i casi, sono gli stessi di alcune località gettonate del centro-nord ma i servizi più carenti.

Tratto da: Il Mattino

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