Attualita'

Un Gay Village nel Cilento?


Ok al progetto se è a norma di legge. Soprintendenza e Parco del Cilento diranno sì al Villaggio Gay di Camerota, se saranno rispettate tutte le prescrizioni di carattere ambientale e paesaggistico. Dopo l'eventuale approvazione da parte della Commissione edilizia comunale, il progetto del primo camping omosex passerà al vaglio della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Paesaggistici di Salerno e dell'Ente Parco del Cilento. Che giudicheranno solo in base alle loro specifiche competenze. «Alla Soprintendenza non interessa la destinazione d'uso dell'area in questione - sottolinea il soprintendente Giuseppe Zampino - valuteremo il progetto sotto il profilo tecnico e dell'impatto con l'ambiente. Sul resto non sindachiamo, sono scelte che riguardano l'imprenditore privato. Non si tratta di un'iniziativa pubblica. Ci limiteremo a giudicare il progetto in merito alla sua qualità architettonica, all'inserimento nel paesaggio, alla compatibilità con l'ambiente». Simile la posizione del commissario del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Giuseppe Tarallo, che però si spinge in qualche più specifica considerazione. «Ho sentito parlare dell'iniziativa - dice Tarallo che sia valida o meno non sta a me stabilirlo. Temo però che uno spazio dedicato possa tramutarsi in una forma di isolamento. Pare quasi che una categoria per stare bene debba stare a parte. E aggiungo, d'accordo in questo con quanto espresso nei giorni scorsi da Alessandro Cecchi Paone: perché solo i maschi, escludendo le lesbiche? In ogni caso è il mercato che decide: se ai clienti gay farà piacere restare in un ambiente solo a loro riservato, sono più che liberi di farlo». Differente è il discorso di carattere paesistico e ambientale su cui l'Ente Parco dovrà esprimersi. «Su quel fronte - aggiunge Tarallo - bisognerà valutare la compatibilità delle strutture con la zonizzazione del Parco». E intanto i progettisti sono ottimisti. «L'area - spiega l'architetto Innocenzo Bortone - ricade nella sottozona B1 del Parco in cui sono possibili interventi di 'carattere sportivo e ricreativo', come sono inquadrabili quelli da noi proposti che recuperano architetture già esistenti». B. R.

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