Grande delusione fra i sindaci della provincia di Salerno che, riunitisi a Palazzo Sant'Agostino per ridiscutere il piano sanitario regionale, hanno dovuto constatare l'assenza dell'assessore alla sanità Montemarano. Sul fatto è intervenuto anche il consigliere regionale del P.d.L. Salvatore Gagliano che ha duramente criticato Montemarano e l'intera giunta Bassolino.Quello che si è verificato ieri è stato un autentico flop - afferma Montemarano -. E da ritenersi molto preoccupante lassenza dellAssessore Regionale alla Sanità, Angelo Montamarano, che, di fatto, dimostra una mancata assunzione di responsabilità.
Ieri si sono susseguiti una serie di interventi, ma mai si è inteso discutere nel merito la bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera della provincia di Salerno.
Sulla sanità ormai non cè più tempo per dibattiti inutili e dilatori. E necessario un incontro immediato per una discussione di merito sulla bozza di riorganizzazione. In brevissimo bisogna convocare un tavolo di concertazione a cui dovranno partecipare, oltre i dieci Consiglieri Regionali eletti nella provincia di Salerno, anche tutti i Sindaci delle aree interessate, nonché i rappresentanti sindacali e di categoria.
Ritengo che il rischio di commissariamento sia concreto ed elevato. Se tutto ciò non dovesse avvenire, Bassolino deve rassegnare le dimissioni, visto che, unitamente agli assessori che si sono susseguiti, ed in particolare Montamarano, è da considerare il responsabile di tale fallimento. La Campania e la nostra provincia non possono più attendere.
Il disastro dei rifiuti è stato risolto dal presidente Berlusconi, che, di certo, non potrà fare altrettanto per la sanità, visto che il buco è di dimensioni elevatissime".
Un invito ai colleghi consiglieri regionali di centrosinistra, eletti in provincia di Salerno: vi prego di non ripetere lincoerenza vista di recente in occasione dellapprovazione della legge di riordino delle Comunità Montane, quando, su sollecitazione di potentati, furono ritirati emendanti, tesi a tutelare comunità impropriamente escluse, quali quelle di Alfano, Pertosa e Giungano.



