Pisciotta. Dopo le dimissioni contestuali di 9 consiglieri comunali, formalizzate sabato, il prefetto Claudio Meoli lunedì ha sospeso il consiglio comunale di Pisciotta e nominato il commissario prefettizio, in attesa del Dpr di scioglimento. E il commissario martedì ha fatto il suo ingresso al Palazzo di città: è il viceprefetto aggiunto Rosa Della Monica, in servizio alla prefettura di Salerno.Gestirà la provvisoria amministrazione del Comune fino alle prossime elezioni amministrative nella primavera del 2007. La frattura tra il sindaco facente funzioni Fedele Tambasco e la maggioranza dei consiglieri si sarebbe aperta da tempo. «È stata una sorpresa - ribatte Tambasco - Il clima non era dei migliori ma non ritengo che ci fossero motivazioni così gravi da indurre a tale gesto. Si sono dimissionati anche consiglieri che spesso sono stati assenti e avrei potuto far decadere». A inasprire gli animi è intervenuta, un mese fa, la revoca a sorpresa dell'assessore ai lavori pubblici Giovanni Marsicano, primo degli eletti, e la sua sostituzione con un geometra nonostante l'impegno a non nominare tecnici in Giunta per motivi di opportunità. «Gli ho revocato la delega perché rispettava il ruolo istituzionale del sottoscritto, nonostante i miei tentativi di riconciliazione», risponde Tambasco. Un altro addebito che gli muove la maggioranza è il tentativo di ribaltare il programma amministrativo: a fronte dell'obiettivo di tenere alta la guardia per contrastare l'abusivismo edilizio a Caprioli e liberare le aree rimaste edificabili con una politica di crescita ordinata, al sindaco si rimprovera di aver bloccato la situazione con privilegi di pochi, soprattutto esterni, senza coinvolgere i residenti nella ricettività turistica e nell'edilizia privata. "Sono accuse false - dice Tambasco - Non ho mai bloccato l'iniziativa private». Inoltre, il primo cittadino, dopo essere subentrato a Cesare Festa, avrebbe allacciato rapporti con gli esponenti politici e imprenditoriali della minoranza. «Ho solo cercato di essere il sindaco dell'intera Pisciotta - risponde Tambasco - Ho dichiarato la mia intenzione di coinvolgere la minoranza in un lavoro che potesse portare, una volta per tutte, alla pacificazione di questo paese lacerato da anni». Lo scenario che si delinea in vista delle prossime amministrative è ancora fluido. «Il progetto "Paese unito" è fallito - conclude Tambasco - e la lista si è frammentata in due gruppi: uno che fa capo a me, con i consiglieri che non si sono dimessi e i due non eletti, e uno che fa capo a Festa. Per quanto mi riguarda verificherò un'apertura al resto del paese».



