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Perdifumo, la discarica non si farà


Il Consorzio di bacino Sa 4 ritira la delibera con la quale si indicava il sito di Perdifumo come sede per una discarica e prende altri quindici giorni per dare indicazioni su altre aree da utilizzare per lo stoccaggio dei rifiuti. Ma i 32 sindaci del territorio ci tengono a precisare che, trattandosi di Comuni nell’area parco, le eventuali discariche dovranno essere utilizzate esclusivamente ed unicamente per i rifiuti prodotti all’interno del comprensorio e gestite mediante sistemi ecocompatibili. L’ufficialità a queste posizioni è stata data ieri mattina nel corso di una conferenza stampa dal commissario dell’Ente Parco Cilento Giuseppe Tarallo e dal sindaco di Perdifumo Francesco Pecora. Il numero uno del parco ha anche portato alla pubblica attenzione una serie di documenti stilati dall’ufficio tecnico dell’Ente e che dimostrano l’inidoneità dell’area da un punto di vista idrogeologico e naturalistico. La stessa documentazione che il commissario Tarallo e il sindaco Pecora hanno consegnato nella mani dei consiglieri della commissione Ambiente della Provincia nel corso dell’audizione che si è tenuta a palazzo Sant’Agostino lunedì. Alla base della decisione adottata dall’assemblea dei sindaci dell’area che rientra nel Consorzio Sa 4, c’è la convinzione della cattiva intepretazione data alla delibera di agosto: una delibera che indicava Perdifumo tra quattro siti individuati in tutto il Cilento ma destinati tutti ad «uso e consumo» dei Comuni che rientrano nell’area protetta. Del resto la scelta di Perdifumo «contrasta» secondo il sindaco Pecora con quanto deliberato nel 2004 dallo stesso consiglio provinciale che aveva dettato le «regole» per l’individuazione dei siti discarica: lontano dai centri abitati, ben servito da strade e autostrade; solo per fare un esempio. «Sono molto soddisfatto del ritiro della delibera - spiega il sindaco Pecora - non canto vittoria. Per me è stata vinta una battaglia ma non la guerra». Intanto per un sindaco che si acquieta un altro si agita. È quello di Serre, Palmiro Cornetta. Il primo cittadino è preoccupato del fatto che si possa decidere di aprire nel suo territorio una discarica visto il terreno argilloso e visto che alcune cave dismesse sono giàò iosnerite nel piano cave della Provincia alle quali fa sempre riferimento l’assessore alle Politiche ambientali Angelo Paladino. «Le sue preoccupazioni al momento sono infondate», replica il delegato della giunta Villani. Anche se, proprio le proteste del primo cittadino di Serre, hanno stimolato la curiosità del presidente della Provincia, Angelo Villani, che nei giorni scorsi ha svolto un sopralluogo proprio nella cava indicata dal sindaco. E sempre il presidente Villani, ha anche scritto una lettera al governatore Bassolino chiedendo la convocazione della consulta (composta dai cinque presidenti delle province campane) per definire iter e strategie da utilizzare nella provincializzazione dell’emergenza rifiuti.

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