Il commissariamento del Parco del Cilento e Vallo di Diano si prolunga fino al 28 febbraio. A siglare il nuovo provvedimento di proroga è il ministro per l'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che ha riconfermato alla guida dell'ente Giuseppe Tarallo. Lunga militanza nei Verdi, ex sindaco di Montecorice ed ex docente di lettere, ha ricoperto l'incarico di presidente dal 2001 fino al 18 giugno scorso. Quindi, è arrivato a Palazzo Mainenti il decreto di nomina a commissario con scadenza 30 settembre. Con tale provvedimento l'amministrazione ordinaria è passata nelle mani di Tarallo, mentre è stato azzerato il consiglio direttivo. Dopo i primi 100 giorni che si era preso di tempo, però, il ministro ha riconfermato Tarallo per altri 3 mesi, ovvero fino al 31 dicembre scorso. E ora, con la nuova proroga, si aggiungono altri 60 giorni al commissariamento. La procedura per la nomina del nuovo presidente del Parco è complessa: il Ministro deve infatti formulare una proposta, d'intesa con il presidente della Regione. Di seguito, è necessario acquisire i pareri delle Commissioni ambiente di Camera e Senato che hanno 45 giorni di tempo. Intanto, continua il lavoro del commissario Tarallo che nelle ultime settimane si è impegnato molto soprattutto su due fronti: per scongiurare il pericolo dell'apertura di una discarica provinciale in piena area protetta e per trovare una soluzione al preannunciato licenziamento di 57 ex lsu. «Sulla discarica di Perdifumo abbiamo chiarito che il Parco non ha mai espresso parere favorevole - spiega Tarallo - Del Piano redatto dal Corisa 4 nel 2004 abbiamo approvato solo le linee guida, senza entrare nel merito. Le cave, poi, sono state inserite nel 2006, su richiesta del commissariato, in una riunione in cui era presente il nostro direttore ma senza che si sia espresso. A indurre in errore chi ha pensato ad un nostro ok è stata la copertina del Piano su cui è stato inserito anche il logo del Parco». el.ma.



