“E ti porto in Africa…”. E’ questo il titolo del libro scritto e fortemente voluto dal medico salernitano Vincenzo Mallamaci presentato sabato sera presso la sala convegni del Granaio di Casabella di Paestum.
All’evento hanno partecipato Mons. Vincenzo Di Muro (Prelato d’onore di S.S. Giovanni Paolo II), l’ingegnere Alfredo Carmine Cestari (Console della Repubblica Democratica del Congo e presidente di ItalAfrica), il dottore Giuseppe Funicelli (medico-chirurgo e poeta), Alfredo Di Marco (poeta e scrittore), Giacomo Buonaiuto (poeta). Libro sì, ma autentico diario e quindi contenitore di esperienze uniche tanto forti da segnare, per sempre, la vita stessa dell’autore. Il percorso che il cardiologo missionario racconta durante i suoi frequenti viaggi in Costa d’Avorio, Congo, Gabon è lo stesso che segna la vita di chi scopre Dio attraverso la sofferenza sentendola propria anche quando, fisicamente, essa appartiene agli altri, al suo prossimo. Ecco, il libro del dottore Mallamaci è un condensato di esperienze che, raccontate da colui che le ha vissute, diventano autentiche per il lettore, sue intime. Al di là dei luoghi comuni, degli stereotipi adottati dai mass media, Mallamaci in maniera anche brutale, cruda, lascia scoprire al suo interlocutore la vera Africa. Quella forgiata da una natura di volta in volta selvaggia ma generosa, illusoria, arida, torrida eppure maestra di vita, ma soprattutto caratterizzata da una diversa cognizione della morte.
E proprio la morte è il filo conduttore del suo racconto. Un epilogo scaturito, sempre, dalle ingiustizie di un mondo che, l’Africa, dimostra di averla davvero dimenticata. Partito da Paestum con il suo bagaglio di esperienze, speranze e medicinali Mallamaci, in un crescendo di emozioni che trasmette con maestria al lettore, racconta delle sue visite nei villaggi, dell’attesa di centinaia di mamme giunte, a piedi nudi, anche da 30-40 chilometri di distanza per far curare bambini dei quali una gran parte, in mancanza della vitale somministrazione di quei medicinali sempre più superflui in occidente, è destinata a perire. Mallamaci quindi spiega, da cattolico, il dramma vissuto dall’uomo che d’improvviso si trova immerso in una realtà nella quale la morte di un ragazzino spesso giunge, impunemente e tra l’indifferenza, anche sotto forma di ruote di un pullman killer su di una polverosa strada tra villaggi.
L’opera, da documento, d’improvviso si trasforma in speranza e quindi in stimolo della coscienza occidentale. Mallamaci, vanga in pugno, racconta l’iter che ha portato alla costruzione di un ospedale a Songon, in Costa d’Avorio. Gesto simbolico ed espiatore come fu quello di Gesù sul Golgota. “E ti porto in Africa…” si trasforma, già dalle prime pagine, nella presa di coscienza del vero significato della vita. Come scritto, l’autore è un cardiologo salernitano. Vincenzo Mallamaci è originario di Paestum, città nella quale è titolare di uno dei più rinomati studi medici. Il suo amore per il prossimo lo ha portato, nel corso degli anni, a ricoprire anche le cariche di Responsabile Nazionale dello Sviluppo di Ricerca e Programmi nel Settore Sanitario di ItalAfrica e di coordinatore dei medici di Missione Futuro.
I proventi dell’opera da oggi nelle librerie (Cuzzolin Editore) ed insignita del massimo riconoscimento dell’inserimento nella collezione della Biblioteca dello Stato Italiano saranno destinati alla realizzazione di altri progetti missionari in territorio africano. La serata sarà condotta dal giornalista Guido Cairone.



