Ci sarà anche un pezzo di storia salernitana in concorso nella sezione lungometraggi della IX edizione del Medieterraneo Video Festival che si terrà a Paestum dal 14 al 17 settembre. Un documento, registrato 25 anni dopo, di una delle più grandi catastrofi naturali vissute dall’Italia nel ventesimo secolo: il terremoto del 1980 che mise fine alla vita di migliaia di persone e cambiò il destino di molte di più, mettendo a nudo una realtà fino ad allora sottovalutata di arretratezza del Mezzogiorno mettendo in luce il dramma sociale della società meridionale. Michele Citoni (regista che ha realizzato il film con Angela Landini ed Ettore Siniscalchi) torna sul luogo della tragedia, cattura con la sua telecamera i ricordi dei testimoni che restituisce in 85 minuti di proiezione.
Tra i testimoni che raccontano la loro esperienza ci sono anche alcuni politici, nati e cresciuti in quella che da allora in poi è stata ribattezzata l’area del “cratere”, come Rocco Falivena, oggi sindaco di Laviano, comune che in quel terremoto perse circa il 50 percento dei suoi abitanti. Nel film di Citoni, “Terre in moto”, a 25 anni dal terremoto dell’Irpinia, c’è il ritorno dei volontari che accorsero ad aiutare le popolazioni colpite. Da qui parte un viaggio nell’area dell’Alto Sele e del Tanagro, tra le province di Salerno e Avellino, nella memoria del terremoto, un evento che scatenò rapide mutazioni e aprì una stagione di partecipazione e lotte sociali. Stagione che ha segnato il presente ambientale e umano di una terra sospesa tra i segni di un’industrializzazione fallita e la ricerca di una strada che non tradisca le identità del territorio.