Lattore Giulio Scarpati, sarà uno degli ospiti dellultima giornata del Mediterraneo Video Festival, a cui domani, al termine del festival, verrà assegnato il Mediterraneo Video Festival Special Awards, premio che andrà anche a Roberto Perpignani e Marco Baliani Ma domani saranno protagonisti anche i cittadini di Santa Maria di Castellabate, in primo piano negli appunti di documentario realizzati dagli allievi che hanno seguito i workshop Filmare il reale, tenuti dal regista Leonardo Di Costanzo nella località cilentana, dal 3 al 13 settembre. La proiezione è prevista alle 11.30. Al workshop hanno partecipato studenti universitari, giovani documentaristi e dottorandi in cinema e linguaggi audiovisivi, impegnati per dieci giorni in una full immersion durante la quale hanno documentato la vita quotidiana del paese. Hanno filmato la vita dei pescatori che aggiustano le reti, dei panettieri che, di notte, iniziano ad impastare il pane, le videocamere hanno ripreso le signore anziane che raccontano vecchie storie del paese. E ancora il lavoro nei lidi, ora che lestate volge al termine e non rimane che smontare tutto e chiudere. Domani sarà anche il giorno in cui la giuria proclamerà il nome del regista e del film che si aggiudicheranno la decima edizione del Mediterraneo Video Festival. E in collaborazione con la Fondazione Don Luigi Di Liegro verrà assegnato un Premio Don Luigi Di Liegro al miglior documentario che dialoga sulla tolleranza e lintegrazione dei popoli. Ultima occasione, domani, per visitare la mostra fotografica del regista Antonello Carboni, allestita nella bufalara di Villa Salati. La mostra dal titolo Taccuini di viaggio è un omaggio al festival e comprende scatti che vanno dal Kurdistan, alla Palestina, al Sahara occidentale. Un viaggio nel Mediterraneo e nellAfrica che si ricollega alla rassegna sguardi dal Mediterraneo e dallAfrica, tema portante della decime edizione del Festival. Alle 20 ci sarà ancora un momento dedicato allinfanzia negata e alle donne africane, in collaborazione con Amref, tema a cui questanno è dedicato il festival. In questo ambito verrà proiettato il film Pinocchio Nero di Angelo Loy. Pinocchio nero è la storia dellomonimo spettacolo teatrale curato da Marco Baliani. E la storia di un incontro, il racconto di tre anni di un percorso di recupero che per alcuni versi assomiglia alla storia di Pinocchio. Marco Baliani, attore di cinema e teatro, regista teatrale, scrittore, arriva in Kenya allo scopo di preparare uno spettacolo teatrale, interpretato interamente da un gruppo di ragazzi di strada della periferia orientale di Nairobi. I ragazzi di strada lasceranno Nairobi per debuttare in Europa e affacciarsi sul Paese dei Balocchi. Alle 17 ultimo momento di cinema con Leonardo Di Costanzo e proiezione del film Odessa, di Leonardo Di Costanzo e Bruno Oliviero, sulla storia della nave da crociera da cui prende il nome il film, proprietà di una società in profonda crisi, lucraina Blasco, dal 1995 bloccata nel porto di Napoli. Un gruppo di dieci uomini, tutti di nazionalità Ucraina, era arrivato nel 1997 per occuparsi della sicurezza della nave: il tempo di dissequestrare la nave e ritornerete a casa gli avevano detto. Ma dopo pochi mesi la Blasco aveva smesso di pagare gli stipendi e gli uomini si erano trovati a poco a poco senza carburante, luce, acqua e viveri. Domani è prevista la proiezione degli ultimi due film in concorso. A sud di Lampedusa racconta la faccia nascosta di unemigrazione di cui noi spesso vediamo solo lultima tappa, lo sbarco nellisola di Lampedusa: i camion che attraversano il deserto del Teneré, le agenzie di viaggio che da Agadez nel nord del Niger, organizzano i passaggi; ma soprattutto i rimpatri coatti effettuati dalla Libia sotto le pressioni europee. Oltre Selinunte parte dal sogno infranto di Vincenzo Tusa, il soprintendente alle Antichità della Sicilia Occidentale dagli anni 60 fino a metà degli anno 80: proteggere e salvare il sito archeologico di Selinunte antica e potente città greca della Sicilia del VII secolo a.C. dalla speculazione edilizia e dallincuria del territorio. Per più di 20 anni Tusa lavorò alla costituzione di un parco archeologico: dopo il 1985 venne definitivamente chiusa e delimitata unarea di 270 ettari, oggi incontaminata.



