Una lettera al Ministro Maria Rosaria Carfagna e agli onorevoli Cirielli, Gambino e Lubritto, per chiedere l'impugnazione della legge regionale della Campania n.16 del 28/11/2008, ossia quella che modifica il piano ospedaliero campano. E' questa l'utlima iniziativa del Presidente del Consiglio Comunale di Agropoli Agostino Abate che aveva iniziato nelle settimane scorse una sottoscrizione di firme (oltre 5000 quelle raccolte) proprio per l'impugnazione del nuovo Piano Sanitario Regionale.
"Non abbiamo alcuna intenzione di far cadere nel vuoto la motivata richiesta di impugnazione costituzionale della legge regionale della Campania, che praticamente ha soppresso il PSA di Agropoli, già ritualmente trasmessa al Presidente Berlusconi fin dal 13 dicembre 2008 afferma Abate.
Se entro i sessanta giorni dalla promulgazione della Legge Regionale il Presidente Berlusconi non rimane positivamente interessato dalla richiesta allora vuol significare solo e soltanto che:
1) I POLITICI, che oggi sono al governo della nazione (ed i loro stretti referenti territoriali), HANNO RITENUTO CHE LA LEGGE APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA E GIUSTA e RISPETTA LA COSTITUZIONE ED ANCHE I PRINCIPI CHE NORMALMENTE PRESIEDONO ALL ATTIVITA AMMINISTRATIVA.
2) I POLITICI ,che oggi sono al governo della nazione (ed i loro stretti referenti territoriali), anche in presenza di una legge che calpesta ogni reale ed effettivo parametro del territorio di utenza dellOspedale di Agropoli NON HANNO MOSTRATO INTERESSE PER QUESTO TERRITORIO.
Vi è comunque la terza lettura, che è consequenziale ed è più squisitamente locale e politica:
3) la legge è giusta e rispetta i principi costituzionali ed amministrativi ed anche gli interessi politici ; infatti il solito politico regionale che sorpassa Agropoli e va oltre lAlento ha avuto , ancora una volta , una sua <<affettuosa>> visione del territorio e dei suoi elettori e sta ancora tentando di strafare ; cerca addirittura la seconda ASL provinciale e basta!(??). Il tutto è comprensibile ma non giustificabile.
I cinquemila cittadini , che hanno sottoscritto la richiesta, attendono una risposta precisa e concisa; non vogliono la <<solita>> ed <<inutile>> risposta politica.
NON HANNO la pretesa di insegnare alcunché ai politici regionali e nazionali (ed ai loro stretti referenti territoriali) ma HANNO però la certezza che per questo nostro territorio non cè DIRITTO né POLITICA in quanto nessun Piano territoriale (sanitario urbanistico -dei trasporti dei collegamenti - ecc.) potrà mai negare la realtà territoriale ed insediativa di AGROPOLI e del suo stretto intorno.<br>
Il silenzio continuo degli organi politici (addirittura fragoroso per questa occasione) sulle esigenze territoriali del comprensorio Sele-Alento non permetterà mai uno sviluppo socio-economico di questa nostra realtà né , tanto meno , aiuta in questa particolare circostanza laddove la politica non dovrebbe esitare a riconoscersi nelle esigenze effettive del territorio e non in quelle dei feudi precostituiti.



