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Operatori cilentani in fermento: no ai tagli decisi da Trenitalia
Pubblicato il 30/11/2006 alle 07:07:40 Salva e condividi

In una lettera, inviata mercoledì tra gli altri al presidente delle Ferrovie dello Stato Innocenzo Cipolletta, al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, al vicepremier e ministro ai Beni e attività Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli, al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e all'assessore al Turismo della Regione Campania Marco Di Lello, Pasquale D'Angiolillo, presidente dell'Unione delle Associazioni Turistiche del Cilento e Vallo di Diano, che conta oltre 500 operatori turistici, ha chiesto che vengano mantenute le tratte di collegamento ferroviario a lunga percorrenza tra l'area del Nord e del Centro Italia ed il Cilento.

Il treno - si legge nella lettera inviata a politici e amministratori - “costituisce, di fatto, l' unico mezzo di trasporto pubblico utilizzabile da parte della domanda turistica interessata al Cilento”.
Secondo gli operatori turistici cilentani, la soppressione dei convogli rappresenterebbe un colpo mortale per l'economia del territorio. Tra le richieste avanzate, compare anche quella di un potenziamento del numero di convogli sufficiente a servire i flussi turistici rivolti al Cilento.
“Se le nostre richieste non verranno accolte - ha spiegato Marco Sansiviero, presidente di uno dei venti consorzi turistici cilentani dell'unione delle associazioni turistiche - siamo pronti a intraprendere ogni azione utile alla salvaguardia dei nostri legittimi interessi, compresa l'occupazione delle stazioni cilentane, come propongono a gran voce numerosi operatosi del settore. Del resto, la situazione è drammatica. Rischiamo si scomparire dalla stragrande maggioranza dei cataloghi degli operatori turistici”.

Attive 500 aziende
Nel territorio del Cilento sono attualmente attive circa 500 aziende operanti nel campo della ricettività e dei servizi turistici con un potenziale di 16.000 posti letto, una occupazione diretta pari a 3.857 unità. L’indotto occupazionale risulta pari a 6.714 unità, per un totale di circa 11.000 occupati, con un fatturato generato diretto pari a non meno di 190 milioni di euro.


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