Attualita'

Non rischiano la chiusura gli ospedali di Agropoli, Roccadaspide e Sapri


«Non c’è alcuna intenzione di chiudere gli ospedali di Agropoli, Sapri e Roccadaspide. “Dipartimento” è diverso da accorpamento: gli ospedali hanno conservato la loro autonomia». Il direttore generale dell’Asl Salerno 3, Donato Saracino, ha deciso di fare chiarezza sulle polemiche suscitate dalla delibera 731 dello scorso luglio che istituiva l’unificazione degli ospedali di Agropoli, Roccadaspide e Sapri nel Dipartimento ospedaliero dell’Asl Salerno 3.«La decisione è stata presa poiché l’ARSAN (Agenzia Regionale Sanitaria) aveva comunicato che i progetti con plessi ospedalieri inferiori ai 250 posti non sarebbero stati presi in considerazione». Si profilava il rischio di non poter concorrere a finanziamenti per i più piccoli ospedali del Cilento, mentre erano già a rischio 105 milioni di euro destinati in base al programma d’investimenti dell’ex articolo 20 all’Asl Salerno 3 a causa della difformità tra l’accordo di programma fatto e i progetti successivamente presentati. «La soluzione – ha proseguito Saracino – era il Dipartimento, che garantisce la perfetta indipendenza di ogni presidio ospedaliero». Con delibera 1843 la Giunta regionale aveva fornito alle aziende sanitarie chiare indicazioni per razionalizzare la spesa sanitaria dando la possibilità ai direttori generali di adottare provvedimenti di urgenza, anche con delibere di revisione di atti aziendali già approvati dalla Regione, in cui si evidenzi coerenza rispetto agli obiettivi prefissi dalla stessa delibera 1843. Sommando i posti letto dei tre ospedali si supera, invece, di gran lunga, il tetto minimo dei 250 posti. Gli ospedali di Agropoli, Roccadaspide e Sapri, svolgono tutti funzioni di Pronto Soccorso Attivo. Con l’unificazione ciascuno di loro continua a svolgere tali funzioni, rinviando ai Dea per i casi più rilevanti.
«Con il dipartimento abbiamo ottenuto due obiettivi: garantire i fondi ex articolo 20 e garantire il futuro di strutture ospedaliere che singolarmente sarebbero state costrette a combattere per la sopravvivenza. Tanto è vero che ad Agropoli sono stati raddoppiati i posti letto. Sapri con l’atto aziendale registra un aumento di tre posti letto. Non c’è stata nessuna volontà di ledere l’autonomia delle strutture ospedaliere e di chiudere gli ospedali. Ogni ospedale, infatti, ha conservato il suo direttore sanitario e il suo organigramma». L’idea di Saracino è di spingere ciascuno dei presidi ospedalieri verso una specializzazione «ferma restando l’attività di emergenza in tutti i presidi».
Ieri mattina Saracino ha nuovamente incontrato alcuni sindaci, tra cui il primo cittadino di Sapri, Giuseppe Del Medico e quello di Roccadaspide Girolamo Auricchio per parlare della questione che ormai sembra sia stata dalla maggior parte compresa.

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