Le Ripe rosse sono state spesso nel mirino dei piromani. E rimboschire è costato miliardi di lire negli ultimi dieci-quindici anni. Era il 2001, quando il parco del Cilento avviò un progetto per 1,2 miliardi di lire (finanziato al 50% dall'Unione Europa) per ricostituire la flora delle Ripe Rosse. Si chiamava Cilento life quel progetto e bombardare di semi i costoni bruciati di Pollica e San Mauro Cilento, Montecorice e Ripe rosse sembrava un'utopia ecologista.Intervento definito dal parco di "restauro ambientale", fu curato da specialisti che introdussero le tecniche dell'idrosemina, da anni usata in alta montagna, su una collina prospiciente al mare, in pieno Mediterraneo. Si trattava di utilizzare una tecnica che serviva a impiantare specie erbacee per ricostituire un ambiente a prevalenza di arbusti dove c'erano stati incendi. Il costone sulla lunga spiaggia di Licosa andato completamente a fuoco nei giorni scorsi, fu rimboschito con tecniche sofisticatissime. Gli elicotteri, quelli con i secchioni che oggi spengono gli incendi, in quell'occasione, gettarono semi di pini d'Aleppo, carrubo, rosmarino e coronella valentina. Sì, dall'alto cadde una pioggia di semi che - miscelati con un collante vegetale che deriva dalle alghe, si chiama agar - consentì di reimpiantare la pineta e reintrodurre la macchia mediterranea. Cento ettari di costone vennero dunque restituiti alla vita. Sul versante meridionale, più roccioso, delle Ripe Rosse che è anche quello più esposto al mare, venero impiantati i semi di pini d'Aleppo. Sul versante opposto verso nord dove in precedenza c'era una pineta, fu seminata macchia mediterranea (mirto, lentisco, ferrea). Un terzo versante, quello di Montecorice, con un tradizionale impianto manuale, vennero tagliate le vecchie ceppaie di leccio e roverella e seminate nuove piante. Insomma un'iniziativa modernissima, anche a basso costo rispetto ai tradizionali interventi, all'epoca si parlò di un risparmio del 50%. Le piccole piantine di 10-15 centimetri specialmente di roverella, in breve tempo sono cresciute, in quattro cinque anni i nuovi arbusti sono cresciuti fino a dare un'immagine compatta di verde. Un po' più lenta invece la crescita dalle macchia mediterranea, solo ora, a sei-sette anni da quell'intervento, il mirto e il lentisco odoravano finalmente l'aria. Ma sono arrivati i piromani e ora su quel costone non è rimasta che cenere. E in cenere sono andati anche i miliardi del rimboschimento.



