Attualita'

Indagine antiusura, Di Fiore interviene su "La Città"


<div>Da &quot;La Citt&agrave;&quot;</div><br />

L'indagine che ha portato alla scoperta dell'organizzazione di usurai nel comune di Agropoli, coordinata dal sostituto procuratore Cantarella, è iniziata nel mese di febbraio del 2003 e si è protratta per circa due anni. Al momento l'inchiesta sull'usura è coordinata dal sostituto procuratore Martusciello. La fondatezza del materiale probatorio raccolto ha consentito al gip Roberta Zizanovich di Vallo della Lucania di emettere nel novembre 2004 cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, e due agli arresti domiciliari. Il blitz, che ha portato al sequestro di beni immobili per un valore di circa 5 milioni, è scattato il 12 novembre scorso. All'epoca del blitz le manette scattarono ai polsi di Giuseppe Di Fiore, 48 anni e Michele Di Fiore, 38 anni (primo filone d'inchiesta), Fiore Marotta, 35 anni, il fratello Bruno, 28 anni e la sorella Antonietta, 33 anni, Mario Petrillo 35 anni e Michele Di Giovanni, 33 anni (secondo filone d'inchiesta). I sequestri riguardarono 40 beni tra aziende, locali commerciali, ville, terreni, appartamenti e auto stimati in 5 milioni di euro. Sui loro conti bancari, presso due istituti di credito, furono trovati circa 55Omila euro.
Oggi, alle pagine del quotidiano la "Città", i fratelli Di Fiore hanno fatto alcune dichiarazioni relative all'indagine a loro carico, e in particolare in riferimento alla attività di vendita di auto da loro gestita: «L'attività relativa all'autosalone di cui sono titolare - dichiara Michele Di Fiore - è estranea a questa vicenda giudiziaria. Devo sottolineare che alcuni clienti stanno esagerando per tentare di sottrarsi ai legittimi pagamenti per l'acquisto delle autovetture di grosso valore commerciale». E' l'avvocato Oricchio a fare un'ulteriore precisazione: «In realtà - spiega il legale - è stata fatta una grossa confusione tra l'attività svolta da Michele Di Fiore nella massima legalità, e le persone che si rivolgevano al fratello Giuseppe per essere aiutati economicamente.

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