Attualita'

Il premio Charlot innaugurato da Biagio Izzo


A due giorni dal taglio del nastro della XVII edizione del Premio Charlot, Biagio Izzo, travolgente attore partenopeo, si confessa, parlando dei suoi miti, dei suoi sogni, del suo rapporto con il pubblico e dei suoi progetti per il futuro. Biagio Izzo, che darà il via ufficialmente alla kermesse dedicata al grande vagabondo (sabato 23 luglio, ore 21, area archeologica dei Templi di Paestum), con lo spettacolo "Per Eva, solo per Eva", è come sempre un ciclone in piena. Travolgente più che mai non nasconde un po' di emozione. "E' la mia prima volta al Premio Charlot, negli anni passati sono stato contattato, ma poi per diversi motivi non si riusciva mai a concludere nulla. Ora eccomi finalmente a Paestum, a dare il via a questa manifestazione che è diventata senza ombra di dubbio un punto di riferimento per la comicità italiana. Sono davvero contento di essere stato invitato e spero che anche il pubblico di Paestum apprezzi il mio spettacolo".
Se le dico Charlie Chaplin?
"Non posso che rispondere uno straordinario personaggio. Uno che senza la parola è riuscito ad arrivare dovunque. Un grande, un artista universale. Decisamente unico"
C'è qualche attore al quale si è ispirato?
"Sono diversi gli artisti ai quali mi sono ispirato. Diciamo che mi baso molto sulla mimica, proprio come Roberto Benigni, un artista decisamente fuori dagli schemi, un claun, uno che ti fa ridere solo guardandolo. Ecco questo è il genere di comicità che preferisco ed è quello che cerco di mettere in pratica".
Lei viene da una terra ricca di grandi artisti e grandi re della risata. Chi tra questi gli ha regalato più emozioni?
"E' difficile rispondere a questa domanda. Come si può scegliere tra Eduardo, Totò, la famiglia Maggio, oppure Troisi. Ognuno di loro è stato un grande, ognuno di loro ha lasciato un segno, indelebile per i napoletani e non solo".
Quando ha capito Biagio Izzo che era diventato Biagio Izzo?
"Mai, non si riesce mai a capire. Ancora adesso mi sento agli inizi della mia carriera. Certo la differenza la vedo dai tempi di "Bibì", dove se mi esibivo a Roma non tutti mi capivano. Ora posso portare il mio spettacolo anche a Verona, a Trieste e la gente viene e si diverte. Ecco questa piccola differenza c'è stata, ma dire che sono arrivato, questo non lo posso dire".
Il suo rapporto con il pubblico?
"Fraterno. Vengo dal popolo e conosco il popolo, sono e resterò sempre uno di loro"
Il suo sogno nel cassetto?
"Nessuno, l'unico che avevo l'ho realizzato. Faccio l'attore".
Progetti per il futuro?
"Da Settembre ritorno a "Buona Domenica", girerò una fiction tv per Canale 5 con la regia di Pingitore" e poi mi sto preparando per il debutto del mio nuovo spettacolo teatrale "C'è un uomo nudo in casa".
Paestum.it

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