Il cimitero di Agropoli tra le sessanta opere in cemento più belle degli ultimi anni nel mondo. Lo scrive il critico tedesco Dirk Mevhofer nel volume «Concrete creations», l'ultima pubblicazione della Verlagshaus Braun, casa editrice berlinese tra le più importanti nel settore dell'architettura. Nel volume, Mevhofer ha selezionato i sessanta progetti destinati, secondo il critico, a fare scuola. Tra gli architetti figurano mostri sacri dell'architettura mondiale del calibro di Tadao Ando, Rem Koolhaas, Petere Eisenman, Zaha Hadid e il progetto ultimato della chiesa di Firminy, disegnata da Le Corbusier. E, a pagina 122, ecco il «Progetto di ampliamento del cimitero di Agropoli», iniziato nel 2000 e completato nel 2004 ad opera degli architetti agropolesi Antonio Cuono, Nella Tarantino e Domenico Parisi. «L'opera - scrive Mevhofer - travalica il compito di un semplice ampliamento, risolvendo l'intera preesistenza in un'immagine unitaria, severa e discreta ad un tempo, vera e propria cittadella della memoria di un'intera comunità». Lampliamento del cimitero di Agropoli è l'unico lavoro italiano selezionato dalla Verlagshaus Braun insieme alla piazza/parcheggio sotterraneo di Conegliano Veneto. Il Mattino



