Conosco Nera da decenni. Ne apprezzo la pittura, che ho seguito con interesse nelle tante esaltanti tappe della sua evoluzione. E' nata e vive a Roccadaspide, da sempre,però, con occhi accesi al mondo e attenta ai mutamenti delle espressioni artistiche in Italia e in Europa. E presto ha cominciato a considerare il territorio di origine come una gabbia, di cui rompere i recinti limitativi e spiccare il volo a conquista di nuovi esaltanti orizzonti. Ed è volata a Salerno e a Napoli come primi approdi di tappe di un lungo percorso. Ed eccola in giro per l'Italia con la carica esplosiva dei suoi colori materializzati nel caleidoscopio delle tele. Poi l'azzardo in Europa e in Asia con la forza innovativa delle sue mostre, collettive o personali, a catturare attenzione e interesse di pubblico e di critica. Ed il successo non è mancato. Incuriosivano ed incantavano le sue tele: atomi di materia, colori/caratteri, grumi scavati, graffiati in funzione di un colore per far emergere un carattere o solamente il bianco della tela che rivendica di esserci.. Quello di Nera è stato ed è un mondo primordiale che emerge dal magma primordiale e ritorna ad esso dopo di aver espresso il divenire di un attimo attraverso una figura, un segno graffiato e, ultimamente, attraverso la materia virtuale nello spazio /suono, in tempi che s'inseguono tra un taglio e l'altro di tele sovrapposte. E con Nera abbiamo fatto un percorso artistico insieme, che ha avuto come cornice il Cilento, la Costa di Amalfi, Napoli. Nera ha arricchito con una fantasmogoria di colori il mio Cd "Chesta è la terra mia", che dal seme vitale di un riccio d'oro ad esplosione di frutti screziati di marroni caratterizzava di vitalismo coinvolgente i miei versi, la musica di Franco Nico e la voce/orchestra di Pina Cipriani. Ed ha ossificato in una tela straordinaria la nostalgia lancinante di Amalfi, città di terra e di mare, di acqua e vento, di storia e poesia nell'oro della facciata del duomo a rendere tattile il mio sogno d'amore per la città: "Amalfi è no suonno sunnato scetato/ c'o sole inta ll'uocchie guardanno ncantato". Ed il discorso è continuato fino alla elaborazione e realizzazione di un progetto d'insieme nel libro/catalogo "Parole colorate", in cui Nera ha dato colore ai miei versi ed io ho prestato parole alle sue tele. Una sinergia feconda di tecniche espressive diverse ma accomunate dalla stessa sensibilità, acquisita alla comune sorgente della terra di origine. E la sfida è continuata con successo in un confronto di linguaggi con la poesia di Gatto, Quasimodo e Montale, che hanno avuto come scenario il teatro SanCarluccio di Napoli, a dimostrazione che l'arte trova il meglio di sé nella contaminazione dei linguaggi Ora la pittura di Nera approda a Roma, a Via Margutta, che nell'immaginario collettivo è e resta la Via dei Pittori.Qui il 13 febbraio la sua arte sarà protagonista di una collettiva, il cui vernissage è previsto alle ore 20.000, al Palazzo Margutta, appunto. C'è da giurare che l'artista cilentana stupirà ancora con le sue "Bolle,respiro dell'universo", che si configurano come pellicole isolanti che respirano la materia. D'altronde uno dei punti fermi del discorso artistico di Nera è la fisicità del colore, lo spessore materico associato ad un determinato colore/elemento,ad un carattere/segno. Questo sentire trae origine dalla sensibilità del suo essere, nella consapevolezza che la naturale associazione di un divenire, sentito e partecipato attraverso lo spazio mentale ha bisogno di lasciare uno spazio vuoto, un respiro per riprendere, una successione di vuoti e di pieni. E così Nera libera la tela, la lascia respirare attraverso le "bolle" che si librano nello spazio portando i suoi sogni inespressi o invitando gli altri ad introdurre i propri. Si concretizza,in questo modo, la magia del coinvolgimento emotivo tra l'artista ed il suo pubblico. Io il 13 di febbraio ci sarò non tanto e non solo per amicizia e stima nei confronti di Nera, ma anche per condividere con lei l'orgoglio di identità e di appartenza alla terra delle comuni origini e, soprattutto, perchè ho una gran voglia di fare un bagno di emozioni ad incanto di "bolle", in cui imbozzolare sogni, nella certezza che esploderanno in voli di crisalidi. Sono certo che ci saranno molti cilentani/romani a farmi compagnia, per testimoniare entusiasmo per questa ulteriore preestigiosa tappa di un cammino di una pittrice, che ci serberà ancora sorprese tutte da vivere e gustare. Giuseppe Liuccio



