Politica

Elezioni: la Sinistra Arcobaleno potrebbe ripartire dall'agropolese Vano


Una settimana di passione per gli aspiranti parlamentari salernitani. In tutti i partiti nei prossimi giorni si compilano le liste provinciali che passano all’attenzione dei direttivi regionali. In realtà tutti sono pienamente consapevoli che si tratta di passaggi pressocché formali: alla fine in ogni formazione deciderà Roma con forti ingerenze da parte dei capi dei partiti e un’attenzione minima alle richieste che vengono dai territori.

Partito Democratico:
 Il coordinatore Michele Figliulo ha quasi definito la lista che ogni area del partito ha elaborato. Un elenco con almeno trenta nomi, dunque del tutto sproporzionato alle reali possibilità anche solo di entrare in lista. Di questo elenco tre-quattro persone avranno poi la possibilità di arrivare in posizione utile per essere eletti. Infatti come due anni fa si vota con liste bloccate senza preferenze, gli elettori metteranno un segno sulla lista prescelta e, a secondo dei voti, scatteranno i parlamentari nell’ordine in cui sono riportati sulla lista. Dunque sarà fondamentale essere nelle prime nove posizioni nel collegio Campania 2 (che comprende oltre a Salerno anche Avellino, Benevento e Caserta) e nelle prime dieci del Senato (che è invece regionale). A rendere più remote le possibilità di elezione per esponenti salernitani si è messo anche Walter Veltroni che si è riservato tre posti al Senato e tre alla Camera. Un taglio netto alle ambizioni territoriali che limita ulteriormente gli spazi.

I sicuri:
Paradossalmente i candidati che certamente otterranno un posto per essere eletti non sono quelli che, alle primarie, hanno sostenuto Veltroni. Nell’ambito delle ripartizioni interne al partito, infatti, sia Rosy Bindi che Enrico Letta hanno ottenuto una quota di parlamentari. La prima ha deciso di premiare chi si è impegnato di più per lei alle primarie, con un posto per Tonino Cuomo che potrebbe anche non essere presentato in Campania. Al collegio Campania 2 sembra essere invece destinato Guglielmo Vaccaro, legatissimo a Letta. Oltre a loro solo Tino Iannuzzi, deputato uscente e segretario regionale, è al riparo da sorprese. In questo quadro c’è un outsider: Federico Rossi, originario di Vallo della Lucania, vicepresidente del Cnr, legato al ministro Luigi Nicolais, ha le caratteristiche di «uomo nuovo» che piacciono tanto al segretario nazionale del Pd.

La lista:
Nell’elenco di Figliulo restano due i nomi in pole position: Alfonso Andria e Alfredo D’Attorre. La sorte di Andrea De Simone, invece, è legata alle decisioni che il Pd prenderà in merito agli uscenti. Dietro di loro spingono per ottenere uno scranno in Parlamento in tanti tra cui i due capigruppo alla Provincia, Simone Valiante e Nicola Parisi, poi Gianni Iuliano, Corrado Martinangelo, Piero De Luca, Carmine Alfieri, Donato Pica, Ciro Villani. Per le donne si fanno i nomi di Carmen Guarino e Anna Petrone, insieme a Maria Aolide Tonin, Maria Grazia Aliberti, Maria Grazia Farina, Emilia Longobardi.

Forza Italia:
Il partito di Berlusconi prende oggi le prime decisioni. Molto dipende da che linea si sceglie in merito agli uscenti. Nessun problema per Mara Carfagna e Mario Pepe, aspettano la riconferma Gaetano Fasolino e Franco Brusco. Poi c’è Leo Borea, appena passato con gli Azzurri, Aniello Salzano, che è sostenuto da Giuseppe Gargani, Guido Milanese, appoggiato da Michela Vittoria Brambilla, Massimo Postiglione, che è stato per cinque anni consulente del ministero della Sanità con il Governo Berlusconi, e l’ex parlamentare Franco Di Comite. È passata in secondo piano, invece, l’operazione-soubrette che viene improvvisamente decisamente smentita dal partito. In quota-Azzurri dovrebbe trovare posto anche Ernesto Sica, che ha avuto rassicurazioni di una elezione in quota Dini. Intanto si muovono anche gli esponenti dell’Udeur. Il partito, infatti, è mal visto da tutti, compresi i centristi della Rosa Bianca e dell’Udc. L’unica mossa possibile in questo momento per Mastella è di presentare una lista solitaria al Senato in Campania (visto che a livello nazionale sembra molto difficile superare lo sbarramento del 4%) cercando di arrivare all’8%. Anche con questo risultato, però, può arrivare un solo parlamentare, massimo due. Ecco perché molti esponenti dell’Udeur (ormai verso lo scioglimento) stanno provando a sondare la Dc, che invece è apparentata con il Pdl, per conquistare una poltrona a Roma.

Alleanza nazionale:
Ci vuole ancora una settimana per gli uomini di Fini. Restano inattaccabili le posizioni di Edmondo Cirielli e Nino Paravia. Il presidente provinciale, però, è riuscito a far passare la sua linea almeno a livello regionale. Dunque spazio a Gabriella Natale, responsabile regionale delle donne di An, con Enzo Fasano, Gerardo Motta e Salvatore Gagliano in posizione di rincalzo.

Gli altri:
Per la Sinistra arcobaleno a Salerno dovrebbero correre solo i fratelli Alfonso e Marco Pecoraro Scanio, che sono gli uscenti insieme alla senatrice di Rifondazione Olimpia Vano. Molto più movimentata, invece, la Lista Di Pietro dopo l’apparentamento con il Pd: il più accreditato per i posti utili per essere eletti è il segretario regionale Alberto Esposito, che è originario di San Valentino Torio. Dall’Agro, però, preme anche il segretario provinciale Luciano Ceriello in concorrenza con Gerardo Petti.

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