opo il violento nubifragio di martedì pomeriggio, ieri ad Agropoli si contavano i danni. Poco più di un quarto d’ora di pioggia torrenziale e di forte vento hanno mandato in tilt l’intera cittá, causando in diverse zone anche l’interruzione della corrente elettrica. Numerosi i danni all’interno delle abitazioni, in alcuni casi per migliaia di euro.
L’acqua ha completamente allagato i locali di molti a edifici.
In molti ieri sono stati costretti a rimuovere l’acqua da garage e cantine, ma anche i piani superiori non sono stati risparmiati dalla violenza del temporale. «Io abito al terzo piano e nonostante tutto - racconta un residente - ci siamo allagati, siamo stati costretti a rimuovere l’acqua per un bel po’ e comunque alcuni mobili si sono danneggiati».
Tra le strutture colpite anche la casa comunale in piazza della Repubblica, dove il vento ha causato la rottura di alcune vetrate, provocando il conseguenziale allagamento di diverse stanze. Alcune strade principali del centro sono state completamente invase dall’acqua paralizzando il traffico. Il vento forte in diversi condomini ha sfasciato tutte le tende esterne.
I danni maggiori si sono registrati soprattutto lungo il litorale, numerose le chiamate giunte alla Capitaneria di porto di Agropoli da diportisti in difficoltá per le raffiche di vento.
Si è temuto anche per un gruppo di persone a bordo di un gommone del quale si erano perse le tracce. Per fortuna è stato individuato ed è rientrato, così come tutte le imbarcazioni in mare che hanno riconquistato la costa senza gravi danni.
I residenti raccontano che da anni non si verificava un temporale così devastante e hanno temuto il peggio, soprattutto coloro che abitano nelle immediate vicinanze del litorale, dove il maltempo ha imperversato con particolare violenza. Basti pensare che il ponte in legno che sovrastava il Testene in prossimitá della foce è stato spezzato e trascinato in acqua.
Altri casi di allagamenti si sono verificati lungo il litorale di San Marco e in via Risorgimento dove sono scoppiati dei tombini, come in molte altre zone della cittá.
Tra le strutture che hanno subito i maggiori danni dal nubifragio di martedì c’è lo stabilimento balneare "Lido azzurro" in via Kennedy. A raccontare quegli attimi di grande tensione è Carlo Scalzone, titolare dello stabilimento: «E’ stato un vero inferno, abbiamo subito l’allagamento completo dei locali a causa dello scoppio dei tombini, le strade erano impraticabili».
Il tutto è iniziato intorno alle 17, «si è formata una vera e tromba marina - racconta Scalzone - che ha sollevato le cabine sbattendole contro gli ombrelloni sottostanti».
Numerosi bagnanti, che,nonostante il maltempo avevano deciso di trascorrere la giornata a mare, hanno vissuto momenti di grande spavento.
«Il vortice d’aria era visibile, lampi, tuoni hanno scatenato scene di panico. Quello che ci ha preoccupato di più in quei momenti di concitazione - spiega Scalzone - è stata una possibile esondazione del fiume Testene, che fortunatamente non è avvenuta».
Lo scena è stata davvero paurosa, il mare improvvisamente si è ritirato come se si preparasse ad una gigantesca onda, il cielo scuro, sedie, ombrelloni e tavoli sollevati da terra e quel vortice che si avvicinava sempre di più. Quando la furia della pioggia e il vento è passata il titolare dello stabilimento ha fatto la conta dei danni per diverse migliaia di euro. Scalzone e alcuni dipendenti hanno dovuto faticare non poco per liberare i locali dall’acqua e riordinare lo scompiglio causato dal maltempo.
Armati di pala hanno dovuto liberare non solo i locali interni ma anche la strada adiacente, dove il livello dell’acqua ha raggiunto oltre i sessanta centimetri. Il "Lido azzurro" è stato lo stabilimento che ha subito i danni maggiori.
Gli altri stabilimenti , infatti, non hanno registrato dei danni così ingenti. Nel lido omonimo, situato a poca distanza sotto lo sperone roccioso, è caduto un albero sul terrazzo. Per fortuna in quel momento nessuno si trovava nella zona dove si è abbattuta la pianta, che ha provocato solo danni materiali.
Angela Sabetta



