Agropoli, Camerota, Capaccio, Castellabate, Sala Consilina, Sapri,
Teggiano e Vallo della Lucania sono zone ad alta potenzialità turistica
che però non riescono ancora a sfruttare questa risorse in maniera
adeguata. Lo dice uno studio della Svimez, l'Associazione per lo
sviluppo del Meridione d'Italia che conferisce il bollino nero a molti
comuni come Teano, Castellammare di Stabia, Aversa, Torre del Greco,
Lauro, Caserta, Nola, Nocera Inferiore. In queste città scarsa offerta lavorativa, redditi modesti e poche aziende a trainare lo sviluppo. Addirittura "in forte crisi Napoli" mentre, l'eccellenza è rappresentata da Apice, Ischia, Forio e Sorrento che fanno del turismo il loro punto forte. Ciò non accade nei comuni cilentani di Agropoli, Camerota, Capaccio, Castellabate, Sala Consilina, Sapri, Teggiano e Vallo della Lucania che, insieme a Piedimonte Maltese, Sessa Aurunca, Montesarchio,Sant'Agata dei Goti e Telese Terme sono indicate come aree che pur puntando sul turismo, non riescono a sfociare in livelli di reddito e occupazione superiori alla media. Infine, Aree delle opportunità distrettuali e industriali", dove prevalgono attività manifatturiere piccole e medie ma anche realtà industriali più forti non sostenute da un terziario avanzato, sono Morcone, Calitri, Grottaminarda, Paternopoli, Sant'Angelo dei Lombardi, Solofra. Benevento, Avellino e Salerno si presentano invece come "aree urbane delle opportunità", dotate cioè di potenzialità da sfruttare maggiormente.



