Giusppe Palma Alagia, imprenditore residente ad Agropoli, e per anni emigrante in Venezuela, ha inviato una lettera presso il ministero dello stato sud americano in Italia, per complimentarsi con l'operato del presidente Hugo Chave. Nel testo Palma Alagia, si complimenta per quello che lui definisce "il miracolo di economico" che il presidente sta mettendo in atto nel suo paese, paragonandolo per importanza e capacità a grandi capi come Gaio Mario, Isabella di Castiglia, Napoleone e Simon Bolivar. Riportiamo di seguito il testo della lettera.
"Con certezza il Presidente del Venezuela, Hugo Rafael Chavez Frias, continua a proiettarsi come una delle figure più carismatiche del nostro tempo. La sua forma di governare ci conduce a rivedere alcuni personaggi che hanno fatto la storia e vi sono rimasti per le loro leggi ed opere, pensate a favore delle fasce più deboli della popolazione senza dimenticare che gli eserciti fanno la guerra ma la storia va scritta dai vincitori. Tra questi personaggi risaltano i nomi di Gaio Mario, Isabella di Castiglia, Napoleone Bonaparte, Simon Bolivar e tanti altri che si batterono per i diritti delle persone meno agiate. Il plebeo Gaio Mario non solamente organizzò lesercito romano, uniformandolo e creando le gerarchie e le discipline che lo fecero il più poderoso del suo tempo ma creò il salario per il soldato, distribuì le terre per i feriti di guerra e per le vedove dei combattenti, consolidò la presenza romana in Spagna e Francia e per la prima volta furono create leggi che non impedivano più agli integranti delle classi popolari ottenere i privilegi politici e militari che prima erano riservati soltanto ai nobili e patrizi. La Regina Isabella di Castiglia è un altro personaggio immortalato dalla storia perché legato agli eventi che portarono alla scoperta del continente americano e unificò la Spagna traghettandola dal medioevo allepoca moderna. Purtroppo gli storici non risaltano quello che noi consideriamo la sua opera più grande quale fu il togliere terre ai nobili per darle ai bisognosi, aprire le porte ai plebei per occupare impieghi pubblici, difendere la dignità degli esseri umani e trattare insistentemente luguaglianza del popolo di fronte a Dio e allo Stato. Naturalmente Isabella divenne lacerrima nemica dei nobili e dei ricchi. Nel governo di Napoleone, tra battaglia e battaglia, si formalizzarono: listruzione elementare, lassistenza sanitaria pubblica e con il codice civile fu eliminato il feudalismo di quei ricchi signori che mantenevano il dominio terriero dintere regioni a beneficio dei contadini che sudavano per farle produrre. Napoleone, come la Regina Isabella, si trasformò in un gran nemico dei ricchi. La massima ispirazione di Hugo Rafael Chavez Frias è sicuramente, il grande Simon Bolivar, stratega militare, pensatore e forgiatore di libertà. Una frase di questo gran venezuelano ci passa e ripassa nella mente quando osserviamo lopera di trasformazione che si sta realizzando nella Repubblica Bolivariana del Venezuela: Il miglior governo e quello che procura più benessere al popolo di cui nasce il Socialismo del XXI Secolo, correttamente tradotto nella nostra terminologia europea come Welfare Bolivariano il quale consiste in programmi governativi di spiccato interesse sociale, sanitario e culturale, accuratamente disegnati per innalzare la dignità di un popolo trascurato dai governi del passato, misure apprezzate internazionalmente, tanto da spingere lOrganizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) e allUNICEF a proporre il modello venezuelano anche in altri paesi dellAmerica Latina, Africa ed Asia. I medici cubani in cambio di petrolio a prezzi ragionevoli, passata lincertezza dellidea, sono diventati una realtà, dove quasi 17 milioni di cittadini si sono beneficiati di oltre 100 milioni dassistenze e visite mediche. È importante far notare che qualche anno a dietro questi servizi non esistevano proprio. Centinaia di chilometri di ferrovie, decine di chilometri di metropolitane, nuove dighe idroelettriche, costruzione di nuovi ospedali, strade ed autostrade, sono il complemento ai programmi sociali per dotare al paese delle necessarie infrastrutture per garantire lo sviluppo della nazione. Noi che arrivammo in Venezuela alletà di 14 anni, nel lontano 1956 e durante 40 anni abbiamo lavorato in lungo e in largo per tutto il territorio nazionale, siamo in grado di intendere come e perché la Rivoluzione Bolivariana di Chavez alla fine doveva accadere. Forse era necessaria nella decade degli 80 quando un pazzo seduto sulla poltrona della Banca Centrale del Venezuela distrusse leconomia venezuelana. Purtroppo in quel tempo mancò luomo capace e con il coraggio dio fare quello che sta realizzando Chavez nello spronare il paese ad una rivoluzione socio-economica che incomincia a trasformare la nazione verso una prosperità collettiva che possa continuare anche nel futuro a lungo termine. Naturalmente, cosi come accade a Gaio Mario, Isabella di Castiglia, Napoleone e Bolivar, anche Chavez si è guadagnato molti nemici forse perché non hanno capito il Welfare Bolivariano quale vera risposta che beneficia a tutta la nazione venezuelana e non soltanto ai sostenitori di Chavez che indossano la maglietta rossa e tra cui spesso accade di incontrare personaggi che con il loro comportamento tradiscono i più elementari principi della rivoluzione bolivariana stessa. La crescita del PIL venezuelano non potrà essere come quella dellIndia o de la Cina ma lentamente cresce e a differenza di questi due paesi, per le strade del Venezuela i bambini non fanno il bagno dentro le fognature che scorrono a cielo aperto davanti alle loro umili abitazioni. Sicuramente in Venezuela ce tanto da fare, ci sono molti problemi ancora da risolvere ma quello che è molto importante nellanimo del Presidente Chavez è lincrollabile voglia di farlo senza mollare mai, che continua a spingere con indomabile forza, accedendo tutti i giorni la fiaccola della speranza nel cuore dei venezuelani". Giuseppe Palma Alagia



