Attualita'

«Villani ama le sedie non la politica. Io amo Agropoli»


«È affetto da sindachite» dice Villani di Domini che reagisce parlando di “bulimia del potere” per il presidente dell’amministrazione provinciale. - Domini, Villani lancia la candidatura di Alfieri a sindaco di Agropoli. «Gli agropolesi sceglieranno sempre fra chi per nascita o per scelta successiva, ha respirato l’aria di questa città. Alfieri conoscerà bene Torchiara ma ignora l’anima di Agropoli. I miei concittadin non aspettano l’exsindaco di un paese del nostro circondario». - Ha cacciato Dalto, eppure era il suo numero due... «Gli avevo conferito le deleghe alla viabilità, al porto ed ai lavori pubblici. Il traffico è caotico, la gente è incazzata e se la prende con il sindaco. Era mio dovere reagire. E poi c’è dell’altro...». - Ci faccia capire. « Dalto era funzionale a poteri esterni a questa città». - I nomi e i cognomi. «Ad Agropoli li conoscono tutti. Noi non abbiamo bisogno né di burattinai e nemmeno di ‘cape e pezza locali che si muovono a comando’ . Io avevo il dovere di agire per liberare Agropoli da questi condizionamenti». - Domini alleato con Paolo Serra. Chi è il più voltagabbana fra voi due? «Il professore Serra è stato il mio rivale politico, mai il mio nemico personale. Per tutti e due Agropoli prima di ogni cosa». - Ce l’ha con Valiante, Villani o Alfieri? «I nomi li ha fatti lei». - Villani l’ha pesantemente attaccato. Alfieri dice che Domini è un ingrato. «Villani è un caso nazionale. Fa, contemporaneamente, il capo di un partito e il presidente di un milione di salernitani.Bulimia di potere. Da curare». - Agropoli, hanno detto quelli della Margherita, ha avuto 23 milioni di euro di finanziamenti. «Ci spettavano. Mica ce li ha gentilmente regalati Villani». - Alfieri annuncia che farà il partito democratico con i diessini che non l’amano e la Margherita. «L’assessore provinciale fa finta di ignorare che il partito democratico ad Agropoli: guida la città con otto consiglieri di origine diessina e della Margherita. Gerardo Santosuosso, Michele Spinelli e Raffaele Pesce non obbediscono al diktat di Villani e non temono gli annunciati provvedimenti disciplinari». Oreste Mottola

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