Politica

Veltroni ad Agropoli parla di fisco e legge elettorale


"Ciao Walterino". Francesco Rutelli ha accompagnato il suo ospite fino alla macchina salutandolo con calore ed amicizia, "noi parliamo lo stesso linguaggio, Veltroni e' all'altezza di guidare il Partito democratico". I due vanno a braccetto, si sono scambiati complimenti ed apprezzamenti alla festa della Margherita, ma entrambi oggi si sono sforzati di sottolineeare che l'asse non porta ad una distanza con Palazzo Chigi o a minare l'azione del governo. E' per questo che il vicepremier questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con Prodi ("Non c'e' nessuna differenza tra di noi, siamo sulla stessa linea") ed e' ancora per questo motivo che il sindaco di Roma, intervenendo alla kermesse ad Agropoli, ha voluto piu' volte ribadire di "non voler fare ombra a nessuno: lo scopo del Pd e' dare sostegno al governo, garantirgli di arrivare alla fine della legislatura e sostenere le sue proposte". Dunque, il giorno dopo le polemiche sui contrasti sorti riguardo le modalita' di intervento in materia fiscale, si tende a gettare acqua sul fuoco, e anche fonti dell'esecutivo fanno notare che non c'e' nessun braccio di ferro in atto. "Ma dobbiamo anche dire - precisa comunque il sindaco di Roma - cosa vogliamo fare. Non possiamo solo discutere di strutture organizzative. Altrimenti non e' un partito, e' una di quelle cose usa e getta; io voglio incalzare il governo ad avere una impronta riformista". Il candidato alla presidenza del Pd, oltre a chiarire la sua posizione sul fisco ("L'indirizzo del governo e' di andare verso una riduzione delle tasse, certamente tenendo presente il contenimento della spesa") e a sottolineare l'apprezzamento per le misure sulla sicurezza che si appresta a varare il governo, questo pomeriggio ha voluto fare un plauso all'intesa raggiunta dalla Cdl sulla legge elettorale. "Possiamo lavorare insieme - ha scandito Veltroni, facendo capire di condividere in linea di massima alcuni punti sui quali si e' trovato l'accordo ad Arcore - su queste basi si puo' lavorare, e' un'apertura positiva, una discussione e' possibile sull'intero pacchetto di riforme". Non tutti i presenti si sono trovati d'accordo, tanto che Pierluigi Castagnetti poco prima che prendesse la parola Veltroni aveva detto a chiare lettere: "La proposta del centrodestra non ci ineressa, si potrebbe promuovere un referendum per abrogare la legge Calderoli, ci sono i tempi per tornare al 'Mattarellum'".

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