Vallo della Lucania. Un boato, l’altra notte, ha tirato giù dal letto tutti gli abitanti del condominio del palazzo Scarpa, in via Bonifacio Oricchio. In un primo momento si era pensato allo scoppio di una bombola per gas domestico. Ma i condomini, dopo aver segnalato la deflagrazione ai vigili del fuoco, hanno scoperto che la causa era tutt’altra.Si trattava di un ordigno artigianale, composto da una confezione di gas da campeggio che, stranamente, ha preso fuoco al primo piano dello stabile, probabilmente stimolata da una sostanza infiammabile. I danni, per fortuna, si sono registrati soltanto al pianerottolo: la plafoniere, totalmente sciolta dal fuoco, e la porta dello studio odontoiatrico, completamente bruciata. Solo la struttura corazzata dell’infisso ha impedito che le fiamme penetrassero nell’appartamento. Niente incidenti seri anche grazie alla prontezza con cui, appena avvisati, i pompieri sono arrivati sul luogo dell’incidente per spegnere l’incendio. «Lo scoppio è avvenuto alle 3.30 di notte - racconta Costantino Ciaravolo che stava riposando al piano superiore - I miei abitano da pochi mesi lì e, per aiutarli nei lavori domestici, avevo deciso di dormire da loro. Poi, all’improvviso, il fragore. Ho avvisato i pompieri e il 118, temendo che ci fossero feriti. Dall’alto non riuscivo a vedere nulla perché le fiamme e l’intenso fumo non mi permettevano di scendere ai piani di sotto». Sono stati quindi i vigili del fuoco, notata la rudimentale bomba, a far intervenire i carabinieri che, in pochi minuti si sono ritrovati nel condominio a pochi passi dalla centrale piazza Santa Caterina. Guidati dal tenente Giuseppe Capoluongo, comandante del nucleo operativo vallese, hanno iniziato a raccogliere indizi per un episodio che non ha precedenti per la città di Vallo della Lucania. Per i carabinieri si tratta di un episodio nuovo per il territorio. Adesso il lavoro delle indagini è affidato all’opera della magistratura che, con il dottor Renato Martuscelli, cercherà di slegare l’intricato nodo dinamitardo. Sono solo pochi mesi che il palazzo, ultimato di recente, è abitato. Il portone d’ingresso spesso rimaneva aperto, proprio perché non sono stati completati i lavori di rifinitura, «e poi perchè Vallo della Lucania è un posto tranquillo», commenta uno degli abitanti della palazzina. Nessuna delle cinque famiglie è stata mai minacciata o ha assistito ad episodi sospetti, compreso l’odontoiatra del primo piano.
Fonte: "Il Mattino" di Salerno



