Attualita'

Ufficiale: Agropoli e Roccadaspide fuori dalla rete dell'emergenza


Il Consiglio Regionale della Campania ha sancito la definitiva esclusione dell’ospedale civile di Agropoli dall’area dell’emergenza e non ha accolto le modifiche proposte dall’emendamento al piano regionale della Sanità a firma degli On.li Brusco e Gagliano. Ciò comporterà per il nosocomio agropolese la conseguente riconversione in polo oncologico, operazione questa, di difficile attuazione anche se si pensa che è assai complesso creare un centro d’eccellenza nella cura e trattamento delle patologie tumorali.La delegazione agropolese che ha visto presenti a Napoli presso l’aula del Consiglio Regionale al momento dell’inizio delle votazioni Don Bruno Lancuba, Basile Giovanni, Bacci Alessandro, Taddeo Gaetano, è riuscita a strappare l’intento da parte di diversi consiglieri regionali di maggioranza e minoranza di avviare delle trattative e degli incontri tesi a studiare un piano di ripristino della rete d’emergenza presso l’ospedale di Agropoli con indiscussi vantaggi per tutta la popolazione del comprensorio. La situazione appare, dunque, allo stato attuale decisamente compromessa, ma sono presenti piccoli spiragli di evoluzione che dovranno essere percorsi con l’aiuto e la buona volontà di tutte le parti in campo.

Ecco nel complesso, cosa ha deciso ieri il Consiglio Regionale della Campania:
1) Riduzione delle Asl che da 13 diventano 7 (3 nella provincia di Napoli e una per ognuna delle altre quattro province, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento). Sulla riduzione delle Asl nella provincia di Salerno il governo regionale e' stato battuto in aula. Un emendamento del consigliere del Mpa Franco Brusco che chiedeva due Asl per quella provincia e sul quale il vicepresidente della giunta, Antonio Valiante, si era detto favorevole a nome del governo, e' stato bocciato con i voti della stessa maggioranza. 
I voti contrari all'emendamento sono stati 30 (tutta la maggioranza con l'eccezione di Iossa del Pd e Nicola Marrazzo dell'Idv). Diciotto i favorevoli (il Pdl), 3 gli astenuti.

2) Con la riduzione delle Asl sono stati approvati anche i tagli ai posti letto, 845 in tutta la rete ospedaliera tra pubblico e privato (compresi i 160 della Federico II e della Seconda Universita' di Napoli). Il piano, inoltre, prevede che mille posti dei cosiddetti acuti vengano riconvertiti in residenze per anziani per un risparmio di 140 milioni e che altri 900 siano riconvertiti in riabilitazione e lungodegenza (per un risparmio di 60 milioni).

3) Escono dalla rete dell'emergenza il Cto e gli Incurabili a Napoli, gli ospedali di San Felice a Cancello, Roccadaspide, Agropoli, mentre vengono riclassificati da Dea a presidi di primo livello il San Gennaro, gli ospedali di Torre del Greco (che diventa polo specialistico per la gastroenterologia), Vico Equense, Marcianise, Scafati, Cava de' Tirreni, Oliveto Citra. Gli ospedali di Bisaccia, San Bartolomeo in Galdo, Teano diventano ospedali territoriali. Grazie agli emendamenti dell'Idv accolti in serata l'ospedale Maresca di Torre del Greco recupera i reparti di Ginecologia e Ostetricia e aggiunge dieci posti letto in Cardiologia.

4) Infine, il Consiglio regionale ha approvato un emendamento di Ronghi (Mpa) che da' un taglio alle consulenze delle aziende sanitarie in essere alla data di entrata in vigore della legge.

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