Politica

UdC Agropoli: eletti Coordinatore e Comitato di rappresentanza


Si è tenuto ieri pomeriggio, presso lo “Sporting Club”, la prima Assemblea cittadina degli iscritti all’UdC di Agropoli. Come già annunciato nelle settimane precedenti, quest’assemblea "ha sancito l’avvio della seconda fase della costruzione di questo nuovo soggetto politico, che ora si affaccia con forza e a pieno titolo sulla scena agropolese e cilentana". Durante l’incontro di ieri c’è stata l’importantissima costituzione degli organi di rappresentanza, fondamentali in qualsiasi organizzazione (e in particolare in quelle politiche) che voglia svilupparsi in direzioni concretamente democratiche. L’ingegner Agostino Abate è stato nominato all’unanimità Coordinatore di sezione; a lui si affianca un Comitato provvisorio composto da undici membri, anch’essi eletti all’unanimità. Sono Raffaele Carpinelli, Aldo Giudice, Ubaldo Serra, Maurizio Napolitano, Francesco Sicilia, Umberto Zerino, Paolo Caruccio, Armando Bonora, Eleodoro Di Nardo, Gaetano Scuderi e Gerardo Ferraioli.
"Sia il Coordinatore che il Comitato saranno in ogni circostanza voce trasparente ed efficace dei soci e dei simpatizzanti che hanno deciso e che decideranno in futuro di aderire o comunque di avvicinarsi a questa nuova forza. A tutti, senza alcuna distinzione o pregiudizio, si chiede un impegno concreto e protratto nel tempo per un contributo determinato (e, si spera, determinante in più occasioni possibili) alla soluzione dei problemi che riguardano la nostra cittadina. Non ci si può limitare a sterili lamentele che mascherano solo un personale disimpegno, limitarsi a delegare “qualcuno o qualcosa” significa di fatto apportare il proprio contributo all’immobilismo o addirittura ad un peggioramento degli scenari politici e sociali presenti e futuri. L’UdC Agropoli è pronto a fare la sua parte, come soggetto politico che si schiera al di fuori di posizioni precostituite a tavolino e calate dall’alto". Come ha sottolineato nel suo intervento l’ingegner Abate, è necessario andare oltre la cosiddetta “politica arrangiata”, nella quale chi vuole lavorare seriamente viene troppo spesso messo da parte da un meccanismo che si basa sulla ricerca di consenso che di fatto ignora le reali esigenze del territorio. Francesco Sicilia

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