Sono affidate a una relazione tecnico-finanziaria, che sarà consegnata lunedì ai ministeri della Salute e dell'Economia, le ultime chances dell'assessore regionale alla Sanità Mario Santangelo di evitare il commissariamento per la Sanità campana. In primo piano gli atti deliberativi adottati dall'esecutivo regionale per dare attuazione alla legge n. 16 del 2008 che accorpa le Asl e prevede una profonda rimodulazione dell'offerta assistenziale. Nel documento sono contenuti anche il dettaglio dei calcoli relativi ai risparmi conseguenti all'attuazione del piano ospedaliero e dalla rideterminazione dei fondi relativi al salario accessorio del personale. Dopo la partecipazione, giovedì scorso a Roma,
del governatore Antonio Bassolino alla riunione sul Piano sanitario
nazionale - in cui il governatore ha fatto cenno, al Premier - alle
soluzioni adottate dalla Regione per venire a capo dello sbilancio dei
conti di Asl e ospedali (circa 308 milioni accumulati sul 2008 e circa
900 milioni nel preventivo del 2009) la prossima mossa è affidata
propria alla relazione di Santangelo.
L'assessore ha accelerato,
nelle ultime settimane, i passaggi propedeutici alla risoluzione dei
nodi dei costi, costantemente superiori ai ricavi, per gli ospedali e i
presidi ospedalieri della rete assistenziale regionale.
L'altro
nodo, ossia il rinnovo, entro giugno, delle convenzioni per i
policlinici, passa da un lato per la sistemazione di ambulatori,
servizi, e attività didattiche della Sun del centro storico presso gli
altri poli individuati dall'assessore e dall'altro per le richieste di
tagli e accorpamenti (per almeno il 10 per cento dei posti letto)
avanzate per il Policlinico Federico II. Su entrambe le proposte si
registra, tuttavia, il secco no dei rispettivi Consigli di Facoltà.
CAMPANIA SOTTO ESAME
Per
il resto, la relazione di Santangelo riassume tutti i provvedimenti
assunti, negli utlimi due mesi, dall'amministrazione regionale in
risposta ai rilievi formulati dalla commissione interministriale di
verifica del Piano di rientro dal deficit. La Campania, insieme al
Molise alla Sicilia, è sotto esame da quando, nell'ottobre scorso è
scattatra la diffida sui conti registrati da Asl e ospedali.
In
questo lasso di tempo è già scattatoi il commissariamento della
Calabria. Sebbene le mosse strategiche fin qui compiute da Bassolino
sono in grado di contenere gli effetti di ogni ipotesi di
commissariamento (il governatore si muove già da alcuni mesi come fosse
il commissario straordinario della sanità campana) gli effetti di
un'eventuale bocciatura del Consiglio dei ministeri sarebbero pesanti
soprattutto da un punto di vista politico in vista delle elezioni per
le regoionali del prossimo anno. Oltre alla delocalizzazione del
vecchio Policlinico gli altri provvedimenti, relativi alla
riorganizzazione dell'offerta assistenziale, riguardano la conversione
o anche la chiusura dei presidi di Gragnano, Bisaccia, San'Angelo dei
Lombardi, dell'ospedale di Roccadaspide, dell'ospedale di Agropoli e
del Cto, solo per citarne quelli in cui si agisce con il bisturi
alcuni.
l 30 giugno dovrebbero chiudere il pronto soccorso del
Cto, l'ospedale degli Incurabili dovrebbe perdere i suoi 106 posti
letto, il San Gennaro dovrebbe vedere chiudere la Terapia intensiva, il
San Giovanni Bosco il reparto di Ematologia, il San Paolo
l'accorpamento delle Medicine e la creazione della Cardiologia con Utic
In molti altri presidi sono previsti puntiformi interventi di
riorganizzazione dell'offerta assistenziale che tagliano l'assistenza
ma difficilmente centrano gli obiettivi di risparmio.
Un'altro ago
della bilancia, tra pessimismo e ottimismo, è rappresentato dalla
manovra Soresa 3. Quella tombale, disciplinata da una delibera di
giunta dello scorso marzo (541) che mette mano a tutti i crediti dei
fornitori di beni e servizi a partire dalla operazione di
cartolarizzazione, passando per il miliardo di euro di fatture inevase
nel 2006 e giungendo a coprire tutti i crediti del 2007 fino a marzo di
quest'anno.
In soldoni circa 1,5 miliardi di euro che la Regione
(escludendo il contenzioso su tariffe, regressioni, sconti, com e tetti
di spesa su cui le lavorano a pieno ritmo gli uffici giudiziari del
Tar).
Una situazione, quella legata al contenzioso e alle spese
per sopravvenienze passive, che, per ammissione dello stesso vertice
della Soresa, Franco Tancredi, costa alle casse della Regione qualcosa
come 800 mila euro al giorno. Ettore Mautone



