E' l'incubo di tutti gli operatori turistici cilentani, dopo i casi di sindrome emolitica-uremica registrati nell'ultimo mese. Da Castellabate ad Ascea a Casalvelino, dal Cilento, amministratori e imprenditori del settore si avviano a leggere i primi dati delle presenze turistiche nel territorio. Ancora troppo presto per tirare bilanci, ma l'effetto Seu è già una realtà. Centinaia, infatti, sono i turisti da tutta Italia che in questi ultimi giorni si sono affrettati a chiedere chiarimenti a tour operator e albergatori della zona.
Le domande sono sempre le stesse: la SEU colpisce piccoli e grandi, o e un batterio “selettivo”? E perchè solo bambine? E poi, la più gettonata tra le domande, è vero che è colpa del mare del Cilento? O della sabbia? O dell'acqua che sgorga dai rubinetti? A Castellabate, dove si è registrato l'ultimo caso, si vive una situazione irreale. Fino a ieri sera erano in pochissimi a sapere della piccola romana ricoverata in fin di vita al Santobono, e ancora oggi si stenta a credere. Come all'agenzia di viaggi Nita Travel .
“Tutto come al solito - risponde una impiegata dell'agenzia - Nessuna disdetta”. Ma forse è solo perchè tutto è accaduto così in fretta. Basta parlare con la gente di Casalvelino, magari con chi a mare si godeva il sole fino a pochi giorni fa e oggi... O ad Ascea, dove abita il presidente del consorzio Cilento Turismo, 280 tra albergatori e operatori turistici cilentani compresi tra Castellabate e Palinuro, il più grande consorzio di operatori del settore del Cilento. Ascea, dove meno di un mese fa aveva trascorso una giornata al mare la piccola di Angellara che poi sarebbe deceduta al Santobono di Napoli.
“Siamo molto preoccupati - spiega Pasquale D'Angiolillo - Non possiamo ancora quantificarne il numero, ma certamente siamo di fronte a decine di disdette, quasi tutte localizzate tra Casalvelino e Pioppi, qualcuna anche ad Ascea”. Si parla già di chi nei giorni scorsi ha preso tutto ed è tornato in città. “E' questo il vero problema - continua D'Angiolillo - stiamo pagando le conseguenze di una cattiva informazione. Prima si è detto che il mare era il veicolo dell'infezione, poi si è passati alla sabbia, infine alle alghe. Tutto falso, come dimostrano le analisi dell'Istitituto Superiore di Sanità. Ora sembra che il batterio si annidi negli alimenti, forse i latticini non pastorizzati, chissà. Di certo l'aria del Cilento resta una delle più pulite d'Italia, e così le acque del nostro mare. Ma intanto il danno e' fatto”.
E ora tocca a Castellabate. La paura della SEU si allarga “L'importante, ripeto, è la buona informazione. E' naturale che il turista in vacanza nelle nostre zone vuole essere informato, ma che gli si dia della buona informazione!” – aggiunge. Paura tra le gente del posto? “Allarme, che la stagione estiva possa risolversi in un disastro economico. Solo questa. Credetici - conclude - per noi del posto, non è cambiato nulla”.



