Prodotto dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo e dalla Pro Loco E. Corazzo di Rutino, il 07 Agosto 2008 sarà presentato il documentario Rutino: Paese degli Angeli, per la regia di Gianni Petrizzo, con testi del prof. Alfonso Rizzo, voce di Guido Cairone, e organizzato da Don Ilario Dichiara. Nella prima parte, il documentario descrive attentamente il paese, con i monumenti storici di rilievo: la chiesa, le cappelle, il museo, la fontana di San Matteo, i palazzi gentilizi. Viene, inoltre, sottolineata limportanza di personaggi rutinesi che si sono distinti nella storia, come Padre Michelangelo che fu chiamato a Vienna dallimperatore Leopoldo, Pasquale Magnoni con le sue opere letterarie, Michele Magnoni sottotenente garibaldino e altri ancora La seconda parte del documentario, invece, va ad approfondire, con accuratezza filmica, quella che è la sacra rappresentazione: la lotta tra lAngelo e il diavolo, che avviene ogni anno, la seconda domenica di Maggio. Per la ricorrenza, annualmente, tutti i rutinesi si ritrovano uniti intorno alla statua di San Michele, patrono del paese. Questa festa evidenzia non solo i valori religiosi ma anche unimpronta chiaramente popolareggiante per lattrazione che la sacra rappresentazione esercita su tutto il paese. A differenza delle altre feste che hanno come parte centrale la messa e lomelia, in cui si esortano i fedeli al bene e al giusto, questa celebrazione, invece, culmina in un dramma dal messaggio prettamente evangelico. La descrizione della sacra rappresentazione mostra un primo atto, che avviene, da tradizione, di buon mattino nella chiesa madre, e che consiste nel ricoprire la statua di San Michele con oggetti doro di ogni genere, donati negli anni, dai fedeli. Poi si passa alla vestizione dellangelo (interpretato da Alberigo Dolce) che è considerato dai rutinesi la vera star in quanto rappresenta lincarnazione dellAngelo salvatore. Dopo la santa messa ha inizio la rappresentazione scenica in cui lAngelo attraversa in volo la piazza di Rutino per raggiungerne il centro ed affrontare il diavolo (interpretato da Nello Rizzo). Dopo un acceso dialogo si dichiarano guerra . Riparte la processione, che attraversa laltra parte del paese, per poi ritornare in piazza ed assistere al combattimento finale: lAngelo con in pugno la spada sconfigge il diavolo (interpretato da Carlo Volpe) e viene applaudito da una folla in delirio. Il messaggio lanciato evidenzia la vittoria del Bene sul Male, vuole essere un invito di pace e di amore; è un incitamento a credere nel Divino, a scacciare lorgoglio e la superbia, a rafforzare la fede. Più in generale, con questa rappresentazione si vuole rievocare la cacciata di Satana e dei suoi seguaci dal Paradiso. Gli spiriti superbi, che, però, non si sono rassegnati, vogliono ritornarvi a tutti i costi. A nulla serve lassalto e la ribellione perché lArcangelo Michele, il Chi è come Dio?, li condanna per sempre fra pianti eterni, tormentatori imbelli. Il messaggero di Dio riporta una netta vittoria celestiale mentre Asmodeo può solo esclamare: salve cupo mondo dorror a te maffido e mi nascondo in seno della tua notte. E difatti, dal mondo delle tenebre, incita al male, si annida là dove è possibile, fa uccidere gli innocenti, fa rinnegare persino le persone care, la mamma abbandona o uccide il frutto dellamore, il ragazzo affoga nella droga le delusioni della vita. Armiamoci perciò di buona volontà, di rispetto verso noi stessi e verso gli altri, di comprensione e scacciamo dal cuore il seme della violenza, dellegoismo e della vendetta.



