Pochi i salernitani che nella giornata di ieri hanno fornito il proprio contributo alla causa referendaria. La percentuale degli elettori di Salerno e provincia recatisi alle urne fino alle 22 si è attestata sull’11% nell’intera provincia.Nel capoluogo i votanti sono stati 16,7% degli aventi diritto. I parziale dell’affluenza alle ore 19 rivelano alcune curiosità. Pagani il centro più disaffezionato al voto, col 3,7% calcolato sempre alle 19 di ieri, mentre ad Agropoli si è recato ai seggi il 7,6% degli elettori, a Sarno e ad Amalfi il 5%, a Scafati il 5,6%, a Battipaglia il 6,3%, a Cava il 6%, a Eboli il 5,7%, a Nocera Inferiore il 6,9%, a Capaccio il 5,8%, a Mercato San Severino il 7,3%. Salerno, quindi, per il momento diserta i seggi e dimostra di non volersi esprimere nella consultazione sulla problematica, pure attualissima, sollevata dai referendum. Il maggior numero delle affluenze si è registrato solo ieri pomeriggio, dal momento che fino alle 12 aveva votato il 3,4% degli aventi diritto: a Salerno città prima di pranzo si erano recati poco più di 2.330 uomini e più di 1.660 donne per un totale di quasi 4mila persone. Si vota, comunque, anche oggi dalle 7 alle 15. E per una campagna referendaria che ha visto molta parte del mondo cattolico attestato sul fronte dell’astensionismo, anche a Salerno non sono mancati ieri, nella domenica del voto, i sacerdoti che hanno invitato i fedeli a disertare le urne. Un "no" deciso e intransigente alla fecondazione e dunque un appello a non votare arriva dagli uomini di chiesa, alcuni dei quali invitano i fedeli a disertare le urne anche dal pulpito. È il caso di don Michele Pecoraro della chiesa di San Bartolomeo di Capezzano: «Anche l'embrione è vita, una creatura a tutti gli effetti e non siamo per le manipolazioni di nessun genere. Quanto alla procreazione in vitro, la bocciamo perché fa venire meno un atto bellissimo d'amore tra i coniugi. Spero che sarete in pochi ad andare a votare». Dall’altare della Messa mattutina celebrata alle 9 nella chiesa di Materdei anche l’appello di don Giuseppe Greco, parroco di Santa Margherita. Il sacerdote ha arringato i fedeli che seguivano la celebrazine con una vera e propria invettiva contro il fronte referendario, ha spiegato che lui non va a votare da ben sei consultazioni perchè i referendum a suo dire servono solo a far guadagnare soldi a chi li propone, ed ha rispolverato tutta l’avversione del mondo cattolico verso l’aborto, tema che pure non riguarda la consultazione di oggi. Più misurati altri sacerdoti salernitani, che hanno evitato di parlare del referendum durante le omelie pur avendo idee precise al riguardo. «Non vogliamo impedire agli elettori di esprimere la loro preferenza - precisa don Emanuele della parrocchia di San Gaetano - ognuno è libero di scegliere ciò che vuole, ma abbiamo il dovere di far capire a tutti quanto sia importante il rispetto della vita». Anche don Tommaso della parrocchia dell'Immacolata sottolinea: «Siamo contro questo referendum e non lo nascondiamo, l'embrione è un essere umano e va rispettato». Don Umberto Nicoli della chiesa di San Giuseppe esprime il suo disappunto: «Siamo chiamati a votare da un gruppo di privati cittadini, non da un'istituzione e questo non va bene. Invito tutti a riflettere prima di andare alle urne e a prendere la decisione più sentita», mentre don Giovanni del Santissimo Crocifisso spiega: «Durante la messa ho fatto allusioni generali per lasciare ai fedeli la possibilità di decidere, ma credo che la gente sia molto confusa».
Fonte: "Il Mattino" di Salerno



