Una famiglia bulgara di quattro persone era stata ridotta in schiavitù dai titolari di un circo equestre in allestimento nel comune di Petina. Con questa accusa tre persone sono state arrestate ed altrettante sono state denunciate in stato di libertà dai carabinieri della compagnia di Eboli, diretti dal maggiore Nobile Risi, che hanno smantellato una presunta organizzazione accusata di essere dedita alla tratta internazionale di esseri umani e alla riduzione in schiavitù di persone tra la Bulgaria e l'Italia. A finire in manette Enrico Raffaele Ingrassia, 57 anni, il figlio William, 33 anni, entrambi di Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso e il genero Gaetano Belfiore, 25 anni, di Lucera (Foggia), titolari del circo 'Marino'. I deferiti in stato di libertà sono S.I., 27 anni, e due cittadine bulgare. Le indagini, condotte dai militari e coordinate dal pm Mariella De Masellis, della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, hanno consentito di liberare una famiglia di bulgari composta dai genitori e da due figlie, una di 19 anni e l'altra di 16 anni, che, dall'inizio del 2008, erano secondo l'accusa in uno stato di costante riduzione in schiavitù.



