All’indomani delle dichiarazioni del sindaco di Agropoli, Antonio Domini, sentimenti di stizza misti a sbalordimento, mi costringono a scendere in campo nella mia duplice funzione di Segretario Organizzativo Provinciale de “DL-La Margherita” e di tecnico del turismo (ex Commissario EPT di Salerno) e a chiarire alcuni, fondamentali, aspetti di questa vicenda che ha dell’incredibile.
Il sindaco farebbe bene a stare zitto. Il modello gestionale della politica di Antonio Domini è caratterizzato dal trasformismo e i recenti fatti, registratisi in seno al Consiglio Comunale agropolese, lo testimoniano. Ha cacciato via il vicesindaco perché non in linea con direttive politiche di natura esclusivamente personale ed ha stretto una “santa alleanza” con il “demonio” Paolo Serra. Senza alcuna remora e, soprattutto, senza alcun tipo di confronto con i quadri dirigenziali provinciali, ha dato vita ad una amministrazione composta da una “frangia di ribelli”. Incurante della spaccatura del Partito e della stessa Coalizione di centro sinistra e delle elementari regole politiche che determinano gli equilibri di una sindacatura. Fatti eloquenti che denunciano, con veemenza, la volontà di stare al timone di una barca, gestire ad ogni costo, puntando su numeri e non sulle persone e su programmi. Strategie poco fruttuose che mi hanno indotto, tra le altre cose, ad avviare la procedura di sospensione a carico di attuali amministratori, espressione de “La Margherita”, ritenuti “fuoriusciti di fatto”. Domini non era certamente il miglior candidato alla carica di sindaco di Agropoli. E questo lo sa bene. Come sa bene che la scelta è ricaduta sulla sua persona solo ed esclusivamente per “imposizioni” dettate dalla Dirigenza provinciale di Ds che lui dovrebbe solo ringraziare e che, però, a quanto pare ha tradito. Antonio Domini non rappresentava, né rappresenta, una pedina importante nel Cilento e lo sta dimostrando puntando su una gestione politica personale.
Per quanto riguarda la ripartizione dei fondi provinciali, in tema di turismo, ricordo al sindaco che il Presidente della Provincia, Angelo Villani, rappresenta la migliore espressione di amministratore super partes che Salerno abbia mai avuto. Il turismo non è sinonimo di sagre, come, a quanto pare, lo è per il sindaco di Agropoli. Turismo è “cabina di regia” voluta da Angelo Villani come modello di gestione dello sviluppo che gli ha consentito di essere nominato addirittura nel Comitato Nazionale per il Turismo, presieduto all’epoca da Silvio Berlusconi.
Turismo è miglioramento delle infrastrutture, della viabilità, dei servizi. Villani sta svolgendo un lavoro egregio, sotto gli occhi di tutti.
Questi i fatti. E, come piace dire al sindaco, fatti supportati da carte. Nero su bianco.



