Barbara Guerra, imprenditrice di Paestum e vice presidente dell'Associazione Giovani imprenditori della Piana del Sele, aderente ad Unimpresa, è accanto e solidale con don Daniele Peròn e Domenico Alfano che continuano inesorabili la loro protesta contro la decisione del Commissario De Gennaro di aprire una discarica nel comune di Eboli, in zona Coda di Volpe: poco lontano da case abitate, terre coltivate, fra la Foce del fiume Sele-sito naturalistico di importanza comunitaria e riserva regionale e la principale strada di collegamento con Paestum citta archeologica che lUnesco difende come patrimonio dellumanità.
Sino ad oggi Assogips dichiara Barbara Guerra - ha preferito evitare prese di posizione eclatanti ma è sempre stato attiva, tentando di scongiurare una decisione tanto tragica, ma oggi che la montagna di rifiuti è già ben visibile da lontano, non possiamo evitare di domandarci pubblicamente come sia stato possibile, a fronte di tante altre località in zone interne e non popolate, decidere di aprire una discarica di spazzatura in una zona di elevato pregio agricolo a ridosso di un importante località turistica.
Ci meraviglia che non ci siano state prese di posizione forti del comparto turistico della piana del Sele sottolinea la vicepresidente di Assogips - forse non tutti comprendono il significato che questa decisione avrà sulla nostra economia, sulle nostre aziende e sul nostro futuro. La stagione turistica che si è aperta in questi giorni, sarà la più critica degli ultimi anni e la spazzatura depositata a poche centinaia di metri da campeggi, alberghi, case vacanza contribuirà a peggiorare la situazione.
La scelta di impiantare una discarica lungo la fascia costiera conclude Barbara Guerra - in una zona che vive di agricoltura e soprattutto di turismo, ricade sulle coscienze di quanti con il loro silenzio, di fatto, appoggiano lo scellerato deposito di rifiuti a Coda di Volpe. Come Associazione Giovani Imprenditori della Piana del Sele, aderente ad Unimpresa, scegliamo di non tacere e vigileremo affinché la discarica abbia carattere provvisorio e, allo scadere dei 5 mesi, venga rimossa.



