La forza evocativa del racconto pretende di liberarsi, nellimmagine, del silenzio primitivo e di dire lorigine della condizione umana tramite parole nate con essa. La forza primordiale del narrare invoglia a feconde rimembranze, capaci di ripercorrere le emozioni della Storia. È quindi un rito sacro, il raccontare, più antico e alto, più eloquente dello scrivere.Se il Tempo del mondo fosse stato non scritto, ma narrato, quanto diversa sarebbe stata la sua conoscenza?
Chi si pone questa domanda, può
tentare di darsi una risposta visitando il Museo Narrante di
Hera Argiva, che si trova di fronte allarea archeologica dell
Heraion, alla foce del Sele, a otto chilometri da Paestum in
provincia di Salerno, e che fu inaugurato nel novembre del 2001.
La nostra Storia, il suo studio, il suo tramandarsi, è linsieme, essenzialmente, di reperti e trascrizioni: è come se fissare su carta o su altro supporto che possa sopravviverci quello che via via andiamo rinvenendo, sia lunica strada per immortalarla e tramandarla.
Eppure, quanto si perde a non udire le voci della Storia? Quante emozioni, gioie, turbamenti, quante immagini, suoni, colori, quanta vita si smarrisce limitandosi al piacere di leggere, privandosi di quello più intimo del raccontarsi? Non è forse più immediato, denso e concreto lascoltarsi, il lasciarsi andare al narrato? E se al narrato aggiungessimo le immagini, i visi, i momenti, la fatica dello scavare, i brusii del vento? Se riuscissimo, insomma, a vedere e ad ascoltare la Storia, non sarebbe molto più entusiasmante?
Sì, lo sarebbe, e la visita gratuita al Museo Narrante di Gromola saprà darvi queste ed altre risposte e saprà far rifiorire i miti, il culto, limpegno di Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco, che, tra mille difficoltà logistiche, economiche e politiche, a partire dal 1934, diressero le prime campagne di scavo.
Scorgere tra le immagini i loro visi, di volta in volta mutati dal passare del tempo, indovinare gli entusiasmi delle scoperte, le delusioni delle mancanze e delle avversità, poter sentire risorgere la Magna Grecia, il mito di Hera, la giunonica dea dalle bianche e lunghe braccia, lardore del suo culto, le processioni in suo onore, il mescolarsi al culto Mariano della Madonna del Granato con i suoi cortei e le sue cente, coi i suoi canti e le sue invocazioni, rappresenta unesperienza coinvolgente e irripetibile. Da non perdere.
Tutto è narrante nel Museo di Hera Argiva: ogni sala, ogni corridoio, ogni angolo, fino a giungere ai silos fino a tornare a vedere la mitica pianura degli dei.
Qui tutto è Tempio.
Gli spazi espositivi sono ben allestiti allinterno della Masseria Procurali, già sede dellEnte di Bonifica negli anni Trenta; tutte le stanze si susseguono in un percorso che sa raccontare, sa far vedere la Storia anche attraverso larte di amare gli dei. O meglio la dea, la Madre di tutte le madri, colei che difende il mistero della maternità ed il suo perpetuarsi.
Tra simulazioni, invocazioni, canti, filmati, riproduzioni di utensili, si fa parlare la Storia e tutto riporta il visitatore in un viaggio attraverso di essa che sa stupire, incantare e far riflettere.
In uno scenario di grande suggestione, la Piana del Sele, i Greci Sibariti, fondatori di Posidonia, trasferirono e imposero il culto di Hera Argiva, la cui nascita rimanda alla polis di Argo, patria del mitologico Giasone.
Chi si reca in visita a questo Museo di nuova concezione, non solo ascolterà e vedrà, ma lasciandosi andare alle emozioni che lallestimento, i luoghi e la natura circostante sanno suggerire, si troverà a rivivere la fine del VI sec. a.C. quando fu innalzato il grande tempio di Hera ed il suo viaggio proseguirà agli inizi dello scorso secolo e si concluderà col ritrovarsi a toccare ciò che resta delle sacre pietre. Ogni ambiente sa evocare e far resuscitare diversi momenti, sa introdurre, commentare, paragonare, emozionare.
La grande sala circolare delle metope, ad esempio (nella quale si potranno ammirare le riproduzioni delle originali, le più antiche in assoluto, conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum), con la drammatizzazione, il gioco delle luci, la suggestione dei testi peraltro molto belli - rappresenta un modo coinvolgente di approccio alla Storia, in grado di liberare totalmente limmaginazione. Qui si gode una presentazione audiovisiva durante la quale le copie delle metope, elementi architettonici del fregio dell'ordine dorico dell'architettura greca e romana, sono illuminate in sequenza; a mano a mano si sviluppa tra loro il racconto ed i mitici dialoghi delle gesta di Eracle, della guerra di Troia, del viaggio di Giasone e delle vicende di Ulisse.
Il racconto del Museo Narrante sa dare vita anche agli aspetti meno eroici del quotidiano: si odono - salendo le scale a chioccola decorate con le scritte di vari appellativi alla Dea e con le statuette votive - le suggestive invocazioni ad Hera delle donne che le offrono doni per implorare la fertilità, un ottimo raccolto, una pesca abbondante, un matrimonio riuscito e un buon parto.
Unaltra sala fa vivere nuovamente basta lasciare spazio allimmaginazione di presenze umane - la ricostruzione delledificio quadrato scoperto negli anni Cinquanta, i cui ritrovamenti testimoniano i rituali delle attività di tessitura del peplo. Qui si può ammirare un telaio verticale, per il quale si sono impiegati alcuni degli oltre 300 pesi rinvenuti nello scavo delledificio, dove le vergini, prima del matrimonio, tessevano e ricamavano le vesti per la Peplophoria, cerimonia annuale della vestizione del simulacro di Hera.
Il meraviglioso viaggio alla scoperta della Storia, al quale non si deve e non si può mancare, si conclude allaperto nel ricercare le sacre pietre lambite dalla Madre Terra e nel ritrovare le sue magie femminili.
La visita al Museo Narrante è il
viaggio nella Storia che più ci appartiene: la nostra, quella
dellorigine della vita.
Museo Narrante del Santuario di Hera
alla Foce del Sele
Masseria Procuriali via Barizzo Foce Sele,
29 84047 Capaccio (Sa)
tel.- fax 0828 861440 e-mail:info@infopaestum.it
www.infopaestum.it
Orario di apertura: dal martedì al sabato ore
9/16
Ingresso gratuito
Francesco Sicilia



