Una caduta rovinosa, la frattura di tibia e perone e limpossibilità di chiedere aiuto per i soccorsi. Si è ritrovato così, alle 18,15 di ieri, lescursionista quarantenne P.M., originario di Sicignano degli Alburni, a 400 metri di altezza.Allalba si era recato, con un amico, in località Castelluccio di Sicignano, per godere di una lunga passeggiata nello splendido scenario, dellaria salubre dei Monti Alburni. Tutto bene, fino al pomeriggio quando, sulla strada del ritorno, i due si sono persi di vista e il malcapitato si è ritrovato solo al momento dellincidente. Dopo la caduta è rimasto a terra, immobilizzato, per una ventina di minuti. Poi lamico, dopo averlo a lungo chiamato ad alta voce, lo ha intravisto e raggiunto. Immediata la telefonata al 118, che ha inviato sul posto lelicottero AB 412-WS58 del Nucleo Aerosoccorritori dei Vigili del Fuoco. Sul luogo dellincidente è giunta anche unambulanza con medico a bordo, che ha operato in tandem con i caschi rossi. Il paziente è stato immobilizzato con bende e tirato su in elicottero con il sistema del verricello. Un soccorso non facile, considerata laltezza e i tempi ristretti. Bisognava portare a termine il soccorso prima che facesse buio. Determinanti le fasi dellemergenza eseguite dallequipaggio dei caschi rossi, grazie anche alla tenuta del mezzo aereo, alla guida del comandante pilota Vincenzo Savarese. Il ferito è stato trasportato allospedale di San Leonardo e ricoverato nel reparto di Ortopedia. Dovrà essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma superato lo choc ha raccontato ai familiari e ai medici di essere grato ai vigili del fuoco, per il pronto intervento in una zona di non facile accesso e lo svolgimento dei soccorsi portato a termine con calma e precisione, rassicurandolo dalla inevitabile paura. «Ma su quei monti, malgrado tutto, tornerò presto», ha riferito riuscendo anche a sorridere.



