Anche nel cuore del Cilento e del Parco Nazionale, considerato ormai patrimonio dell’Unesco, il prossimo anno si sceglierà la rosa dei candidati che dovrà per un altro lustro circa amministrare delle realtà comunali, spesso sempre più lontane dalle foghe metropolitane. Ma non dimenticate da chi intende vivere l’intera provincia e rivitalizzare il Salernitano. Il primo cittadino Rosario Sangiovanni, del Comune di Monteforte Cilento, 650 abitanti ed un fazzoletto di case, nell’ambito della coalizione di centro-sinistra nella quale si riconosce, dopo due mandati, cederà la fascia tricolore.
Ancora una realtà che sfugge all’imperituro governo dei sindaci e che, per i piccoli Comuni, spesso è mal digerita dagli abitanti stessi. “Riproporrò la mia candidatura, ovviamente nell’ambito dell’attuale maggioranza uscente-dichiara Sangiovanni- per cui continuerò a lavorare per il mio paese. In questi anni sono stati dati notevoli segnali di attivismo sia per la viabilità, che ancora allunga le distanze del nostro paese dai centri veri e propri, che per la cultura.
In merito ai collegamenti provinciali, che spesso ci emarginano dal contesto Salernitano, forse paghiamo l’amaro scotto di vivere proprio all’interno dell’ente Parco, che finora non s’è mostrato ancora volano di sviluppo per i nostri territori. Anche il centro storico di Monteforte, che annualmente fa rivivere il borgo antico col tradizionale presepe vivente, settima candelina quest’anno per una kermesse sempre più accorsata, ben si presta alla coreografia della Natività.
Insieme a tanti prodotti genuini, che in bella mostra anche d’estate, mi riferisco alla consolidata sagra del capretto, polarizzano i palati. Salumi, olio, formaggi, vini e carne bovina di produzione locale, garantiscono una genuina alimentazione. I giovani? Beh, purtroppo seguono le mode del tempo e soprattutto le esigenze del momento. La crisi occupazionale, che ha fatto rinserrare i battenti a numerose industrie locali, ha avuto una ricaduta sull’esodo interno. Molti si sono trasferiti al di là del proprio campanile, in centri che offrono il fianco a maggiori inserimenti occupazionali.
Che dire della politica di casa nostra! Con l’opposizione non ci sono stati in questi anni segnali di fumo grigi. Tutt’altro, in quanto devo riconoscere che non è stata energica nei confronti della maggioranza. Parliamo di una lista civica all’opposizione, che vede ben rappresentati vari schieramenti. Il nostro problema principale è il Parco senza dubbio. Non richiama quell’interesse che si auspicava nĂ© calamita problematiche. La popolazione lo vede molto distante dal suo quotidiano, per cui la carenza anche d’iniziative finora valide, non serve a risollevare le sorti di un Comune montano.
Certamente nuovi orizzonti sembrano intravedersi alla luce del Pit, Piano Integrato di Sviluppo, rampa di lancio per progetti che, a lunga gittata, dovrebbero condurre a qualcosa di pragmatico. Tanti sono gli obiettivi che ancora vorrei raggiungere per il territorio e che pertanto implorano ancora attenzione. Per il momento, attendiamo gli eventi e ci prepariamo con serenità ad un'altra campagna elettorale!”
Rita Occidente Lupo da "La Discussione"
Rita Occidente Lupo da "La Discussione"



