Lo scorso 25 Marzo, la II sezione del TAR di Salerno ha depositato le sentenze con le quali ha respinto cinque dei sette ricorsi proposti da Angelo Russo in contesa da oltre venti anni con il Comune di Montecorice e con la Soprintendenza BAAS di Salerno per labbattimento di quelle costruzioni che, nella pineta Ripe Rosse, sul pendio della collina che si affaccia sulla insenatura della Baia Arena della Frazione di Case del Conte del Comune di Montecorice hanno dato luogo ad una deturpante modificazione dei luoghi oggettivamente e realmente tale da turbarne non solo il godimento estetico, ma la stessa identità culturale, la loro funzione ambientale nella più ampia e complessiva accezione del quadro naturale e della bellezza panoramica di conclamato valore paesaggistico.E con grande gioia e soddisfazione che apprendo del buon esito - tanto lungamente atteso - delle decisioni del Tar di Salerno. Ora - dichiara Giuseppe Tarallo all'epoca sindaco del Comune cilentano - lintero versante delle Ripe Rosse sarà finalmente e completamente ripulito dalle brutture cementizie della speculazione edilizia che aveva aggredito la pineta sia a monte che a valle della ex ss 218 che attraversa la pineta delle Ripe Rosse, la pineta dAleppo che ha pagato un duro prezzo agli incendi che interessarono la pineta e appiccati proprio in quei punti interessati dalla speculazione allindomani dellannuncio pubblico della volontà di abbattere ,come parco, i 4 mostruosi manufatti in caso di perdurante inerzia dellamministrazione comunale di Montecorice. Oggi finalmente il Tar dopo 20 anni esatti dai primi provvedimenti ne conferma a pieno la legittimità e fa finalmente giustizia. Eppure queste costruzioni erano state illegittimamente assentite in zona percorsa dal fuoco e allinterno dei 500 metri dal mare allora prescritti da legge regionale, in unarea a vincolo paesaggistico-ambientale, poi sottoposta al decreto Galasso, a conservazione integrale dal PTP (Piano Territoriale Paesistico) Cilento Costiero e zona di massima tutela (zona 1) del Parco Nazionale oltre che SIC (sito di interesse comunitario) e quindi incondonabile e insanabile. Chiediamo che lo Stato e la regione rendano celeri e brevi le procedure di abbattimento in presenza di palesi e inoppugnabili illegittimità di concessioni e/o abusi in aree chiaramente inedificabili ex lege,come in questo caso: i comuni e le amministrazioni competenti possono e devono procedere senza esitazioni al ripristino dello stato dei luoghi e della stessa legalità. Un grazie particolare va alle associazioni ambientaliste che negli anni hanno sostenuto le ragioni dellambiente e della giustizia mai demordendo e,soprattutto,allavv. Tommaso Jovino che con impareggiabile bravura e tenacia ha portato a termine la mission affidatagli : dopo il successo contro la società Baia Punta Licosa ora quello contro Russo,la pineta è salva,anzi potrà ricrescere e riprendersi i suoi spazi come sta avvenendo a valle della strada verso il mare dopo la demolizione dellaltro ecomostro. Aspettiamo questa nuova demolizione come un monito alle illegalità che ancora continuano in questo comune e nellarea costiera interessata dal PTP, confidando in impunità o in tempi lunghi ma questo caso dimostra che il tempo della giustizia arriva,tardi ma arriva! In occasione della demolizione lanciamo lidea di una riforestazione ad iniziativa popolare che riguardi le Ripe Rosse e il Castelsandra nelle parti bruciate e distrutte dai furiosi incendi-sicuramente dolosi - di quellestate di fuoco di qualche anno fa.



